mercoledì 4 giugno 2014

Troppo messaggiare può far diventare ciechi

L’avete notato? Sempre più giovani, e anche adulti, passano gran parte del tempo a messaggiare, ossia a scambiarsi messaggi di testo, foto, video con altre persone. Tutti chini, gli occhi fissati sul display del telefonino o smartphone.
D’accordo, qualcuno sente l’esigenza più di altri di essere connesso con tutto e tutti. Altri hanno tante cose da raccontare, da dirsi, e che non possono attendere… Insomma, chi più chi meno, sono in molti a digitare di continuo sullo schermo del proprio tecno-aggeggio.

E, fin qui, niente di male. Ma se la cosa si protrae per molto tempo, allora le cose si possono complicare: si possono rischiare gli occhi e la vista. Ed è proprio quanto accaduto a un giovane cinese che ha passato molte ore durante la sera a messaggiare con la sua ragazza.
Il giovane ventiseienne stava utilizzando l’App chiamata “WeChat”, che un po’ come l’altrettanto famosa “WhatsApp”, permette di chattare per mezzo di una connessione dati. A un certo punto ha iniziato a non vederci più bene: il ricorso al medico non ha lasciato dubbi, aveva avuto un distacco della retina.

Un problema alla retina, come il distacco, può avvenire naturalmente anche nelle persone con miopia avanzata e negli anziani. Ma, come abbiamo visto, anche un eccessivo stress oculare potrebbe causarne il distacco. Tra i sintomi che possono mettere in allarme vi sono l’apparire di fasci luminosi improvvisi – che sono chiamati “fotopsie”. Possono comparire anche come dei corpuscoli mobili scuri, simili a punti neri che si vedono con la coda dell’occhio o anche in più direzioni. Quello che proprio non si sente è dolore, per cui non aspettiamoci questo tipo di avvertimento.
Se il distacco è già in fase avanzata, possiamo notare un repentino abbassamento della vista. La persona che è stata vittima di un distacco della retina potrebbe anche avvertire un oscurarsi di una porzione dell’occhio, come se le fosse calata davanti agli occhi una specie tenda.

Il ragazzo che ha sperimentato questo problema è stato poi sottoposto a intervento chirurgico per scongiurare il rischio di diventare cieco. E, forse, dopo questo episodio è probabile che ridimensionerà l’uso dello smartphone. Questo sarà certo un bene non solo per la retina, ma anche per altri problemi che possono occorrere alla vista come, per esempio, la sindrome dell’occhio secco – quella che fa sembrare di avere della sabbia nell’occhio e che provoca un grande fastidio – oppure la visione offuscata. Ma possono comparire anche mal di testa, pesantezza del capo, nausea e perfino capogiri. In definitiva, messaggiare va bene ma, come per tutto, ci vuole un po’ di equilibrio.http://www.lastampa.it/2014/06/05/scienza/benessere/lifestyle/troppo-messaggiare-pu-far-diventare-ciechi-FqIaGhPMEl07xTO1lt9UaL/pagina.html

La luce in camera da letto fa ingrassare Dormire in una stanza con troppa luce è stato collegato a un aumentato rischio di mettere su peso o comunque ingrassare. Secondo gli esperti, per evitare tutto questo è meglio spegnere tutte le luci e filtrare quelle esterne con delle tende spesse

Non solo uno stile di vita e una dieta scorretti possono farci ingrassare, ma ora pare ci si mettano anche le luci.
Se dunque non sapete spiegarvi il perché avete messo su qualche chilo, o vi ritrovate con una prominente pancetta o un girovita non proprio da vespa – nonostante vi siate messi a dieta o stiate seguendo uno stile di vita consono – ecco forse spiegato il motivo. Secondo un largo studio pubblicato sull’American Journal of Epidemiology, infatti, dormire in una stanza con troppa luce farebbe ingrassare.

Ad aver scoperto che le luci influiscono negativamente sul peso corporeo sono stati i ricercatori dell’Istituto di Ricerca sul Cancro di Londra che hanno condotto uno studio su ben 113mila donne, scoprendo che troppa luce in camera da letto, o nella stanza in cui si dorme, può far ingrassare. Per questo motivo, i ricercatori consigliano di tenere le luci spente e filtrare con delle tende pesanti quelle che possono arrivare dall’esterno.

Alle partecipanti allo studio è stato chiesto di valutare la quantità di luce presente di notte nelle loro camere da letto. La quantità o l’intensità di luce poteva essere diversa caso per caso. Per esempio, poteva essere sufficiente per leggere, ma non per vedere il resto della stanza o, viceversa, abbastanza per vedere l’interno della stanza e così via. Gli scienziati hanno anche valutato l’eventuale uso di una mascherina notturna.
Le risposte fornite sono poi state confrontate con diverse misure relative agli indici di obesità. Tra questi, anche l’indice di massa corporea (BMI), il rapporto vita-fianchi e il girovita. I risultati hanno mostrato che questi valori erano tutti più elevati nelle donne che dormivano in stanze più illuminate.

«In questo grande gruppo di persone si mostra un’associazione tra l’esposizione segnalata alla luce durante la notte e il sovrappeso e l’obesità – ha spiegato alla BBC il prof. Anthony Swerdlow, dell’Institute of Cancer Research – Ma non ci sono prove sufficienti per sapere se rendere più buia la stanza farebbe una differenza per il proprio peso. Ci potrebbero essere altre spiegazioni per l’associazione, ma i risultati sono abbastanza intriganti per giustificare ulteriori indagini scientifiche».

Tra le varie ipotesi la più accreditata è quella che accusa la luce artificiale di alterare le funzioni dell’orologio biologico e i ritmi circadiani. Queste condizioni hanno anche un effetto negativo sulla produzione di melatonina durante il sonno.
Secondo gli esperti, le persone spesso non sono consapevoli della luce presente nella propria camera da letto, magari semplicemente perché non ci hanno mai fatto caso. A parte le lampadine accese o i lampioni esterni, ci sono fonti di luce poco sospette come per esempio le spie dello stand-by di alcuni apparecchi elettronici, o ancora il display di sveglie elettroniche.
Meglio dunque prestare attenzione alla quantità di luce che ci ritroviamo nella stanza da letto.

http://www.lastampa.it/2014/06/03/scienza/benessere/la-luce-in-camera-da-letto-fa-ingrassare-3PeYTEfJMPaY4y4RYy6RKK/pagina.html

martedì 11 marzo 2014

Consigli per capelli sempre in ordine

DANIELA GIAMBRONE

Nessuna di noi può fare a meno di un acconciatore di fiducia che curi il look capelli al meglio quando abbiamo occasioni particolari o quando dobbiamo fare scelte rilevanti come colore e taglio. Non tutte però possono concedersi una seduta a settimana in salone, tocca pertanto fare di necessità virtù e imparare qualche trucco per mantenere i nostri capelli in ordine anche a casa.

La scelta del phonCi sono due elementi importanti da valutare quando si acquista un asciugacapelli. Uno è la potenza in Watt, che indica quanta energia elettrica è utilizzata, un valore che oggi è meglio preferire basso. L'altro è il peso: solitamente si asciugano i capelli partendo dal basso, per cui una volta arrivati agli strati superiori si hanno già le braccia stanche. Per questo è meglio sceglierlo leggero. Importante anche il flusso a ioni, che favorisce il corpo del capello. L'ideale è un modello con interruttore che consente di modulare il flusso di ioni, per ottenere effetti diversi sulla texture. Il consiglio pro per una piega a regola d'arte è asciugare i capelli per il 90% con il flusso d'aria e, quando i capelli sono quasi asciutti, spazzolarli con una spazzola rotonda.
La scelta della piastra
Non è un'attrezzatura su cui è consigliabile risparmiare. Se la piastra non è di buona qualità rischia di asciugare e lisciare i capelli in modo disomogeneo, con la conseguenza di doverla passare più volte sullo stesso punto, rovinando i capelli. Meglio un modello più costoso e capace di scaldare uniformemente le lamelle, per avere capelli lisci in una sola passata. Inoltre, obbligatorio applicare un prodotto protettivo prima della stiratura per evitare che il capello si bruci.

I ricci perfetti
Regola numero 1: meno si pasticciano i capelli meglio è. L'unico strumento veramente efficace per i ricci è il ferro. Chi ha i capelli fini e sottili dovrà sceglierlo di un diametro piccolo, su cui attorcigliare i capelli con anelli stretti e fitti. Chi ha i capelli già mossi dovrà metterlo con la punta più stretta verso le radici, per esaltare il movimento naturale delle ciocche.

Chignon facile
Il plus per avere uno chignon fatto a regola d'arte anche a casa sono le forcine. Per un risultato professionale, le più indicate sono quelle francesi ma, se non si è pratiche, si possono utilizzare le forcine a U, per impedire ai capelli e alle ciocche di sfuggire e cadere durante la giornata. Per un effetto più scomposto, le mollette tengono in sicurezza le ciocche ma con un mood più casual. Importante il finish con uno spray a tenuta morbida. Per chi usa le forcine francesi, un consiglio pro: prima di inserirla, legare un lato della forcina con una ciocca per creare un uncino che le impedisca di scivolare via.
(a cura di ESTETICA)  

Marijuana, un possibile rimedio contro l’ansia I cannabinoidi contenuti nella Marijuana sembrano essere particolarmente attivi nella regolazione dell’ansia

L’ansia sarà forse un giorno ribattezzata come il male del Ventunesimo secolo. Conduciamo una vita per niente a misura d’uomo, le nostre azioni sono una corsa a ostacoli perché ci manca il tempo per pensare a chi siamo e cosa desideriamo realmente. Tutto ciò non fa altro che aumentare il grado di stress con conseguenti stati d’ansia più o meno marcati.

Eppure un rimedio che sia realmente in grado di contrastarla ancora non esiste. Gli psicofarmaci, infatti sono per lo più sedativi dell’intero sistema nervoso, per cui, di norma, sopprimo solo il disturbo anziché guarirlo davvero.
Una nuova speranza, tuttavia, ci arriva da un gruppo di ricercatori internazionali – tra cui gli scienziati della Hokkaido University di Sapporo (Giappone), l’Accademia Ungherese delle Scienze di Budapest e l’Indiana University di Bloomington – guidati da alcuni professori della Vanderbilt University. Secondo i loro studi, i nostri recettori dei cannabinoidi – i principali principi attivi della Marijuana – esercitano un importante ruolo a livello cerebrale coinvolto nella regolazione dell’ansia e la risposta allo stress (flight-or-fight response).
Per la prima volta uno studio è stato in grado di mettere in evidenza i recettori dei cannabinoidi nel nucleo centrale dell’amigdala (in uno studio condotto su animali).

La ricerca, riportata sulla rivista Neuron e guidata da Sachin Patel – professore di Psichiatria e di Fisiologia Molecolare e Biofisica – potrebbe in qualche modo spiegare il motivo per cui i consumatori di Marijuana, affermano molto spesso di assumerla soprattutto per ridurre i loro stati d’ansia.
I dati, ottenuti anche grazie alla collaborazione di Teniel Ramikie, uno studente laureato nel laboratorio di Patel, hanno anche potuto dimostrare come le cellule nervose prodotte da questa zona del cervello siano in grado di rilasciare naturalmente degli “endocannabinoidi”.
Secondo Petel, «Lo studio potrebbe essere molto importante per capire come la cannabis esercita i suoi effetti comportamentali».

In alcuni Paesi la Marijuana è già stata legalizzata. In Italia, per ora non si sa nulla, ma quello che è certo è che se accadrà le persone che potranno avere a disposizione l’eventuale farmaco saranno sempre maggiori.
Secondo i ricercatori, che si sono basati anche su studi precedenti, il sistema endocannabinoide è un regolatore naturale dell’ansia e dello stress che coinvolge il neurotrasmettitore glutammato.
Lo stress, sia di tipo acuto o cronico o un grave trauma emotivo, possono causare la riduzione della produzione di tali endocannabinoidi e la reattività dei sensori che comunicano con il neurotrasmettitore. Il risultato è che senza questo effetto “buffering”, l’ansia aumenta notevolmente. Se da un lato i cannabinoidi esogeni provenienti dalla Marijuana riducono l’ansia, è anche vero che dall’altra parte l’uso continuativo di questa sostanza potrebbe aumentarla e innescare un circolo vizioso, di potenziamento del dosaggio fino a creare una vera e propria dipendenza.

Per arrivare a tali ipotesi, durante la ricerca sono state adoperate apparecchiature di microscopia elettronica che hanno permesso di visualizzare sia le singole sinapsi che gli spazi esistenti fra una cellula nervosa e l’altra.
«Sappiamo dove sono i recettori, sappiamo qual è la loro funzione, sappiamo come questi neuroni rendono i propri cannabinoidi. […] Tutto ciò potrebbe cambiare radicalmente la nostra comprensione della comunicazione cellulare nell’amigdala», concludono gli autori.

sabato 8 marzo 2014

Un testo anonimo della Tradizione afferma che, nel corso della propria esistenza, ogni essere umano può adottare due atteggiamenti: Costruire o Piantare. I costruttori possono dilungarsi per anni nei loro compiti, ma arriva un giorno in cui terminano la propria opera. A quel punto si fermano, e il loro spazio risulta limitato alle pareti che hanno eretto. Quando la costruzione è finita la vita perde di significato. Poi ci sono quelli che piantano: talvolta soffrono per le tempeste e le stagioni, e raramente riposano. Ma al contrario di un edificio, il giardino non smette mai di svilupparsi. Esso richiede l’attenzione continua del giardiniere, ma nello stesso tempo gli permette di vivere una grande avventura. I giardinieri sapranno sempre riconoscersi l’un l’altro, perchè nella storia di ogni pianta c’è la crescita della Terra intera. Paulo Coelho


Che cos'è la felicità? E’ un caffè con un’amica. E’ un bacio rubato. Un messaggio inaspettato. Lo sguardo intenso di un passante. E’ rispondere al telefono ed udire con sorpresa la voce di chi ami. E’ una boccata d’aria fresca dopo una giornata rinchiusa in una stanza. E’ un sorriso. E’ una passeggiata al sole dopo settimane di pioggia. E’ un profumo nuovo. E’ il sorriso di un bambino. E’ una confidenza fra sorelle. E’ la tua canzone preferita capitata casualmente alla radio. E’ un’emozione improvvisa. E’ la luna piena. E’ un abbraccio affettuoso. No, non pensare a domani, cosa farai e se sarai felice. Goditi il momento presente, è l’unico che possiedi. E’ l’unico che puoi vivere. Non chiederti se ci saranno le opportunità giuste, creale. Non pensare troppo al domani, respira l’istante presente. Non domandarti se domani pioverà. Oggi vedi il Sole, ed è questo che conta. Goditi ogni istante. Ogni emozione, ogni lieve respiro. Sono queste le nostre dosi di felicità. E in questi secondi azzittisci i pensieri. Shh, chiudi gli occhi e ascolta il battito incalzante del tuo cuore. Non è questa la felicità? Dal web


venerdì 21 febbraio 2014

Artrite: i dolori si possono ridurre del 90% con la rosa canina Un estratto di bacche di rosa canina ha dimostrato di riuscire a ridurre della quasi totalità i dolori causati dall’osteoartrite, divenendo una valida e naturale alternativa agli antidolorifici di sintesi che non sono esenti da effetti collaterali, anche pesanti

Dalle bacche di rosa canina si è ottenuto un rimedio efficace contro i dolori da osteoartrite.


CONTRO I DOLORI DA ARTRITE, UN SEMPLICE ESTRATTO DALLE BACCHE DI ROSA CANINA: UN TIPO DI ROSA SELVATICA CHE CRESCE NEI CAMPI INCOLTI. IL RIMEDIO SI PONE COMEUNA VALIDA ED EFFICACE ALTERNATIVA (O INTEGRAZIONE) AI FARMACI ANTIDOLORIFICI DI SINTESI CHE SPESSO PORTANO CON SÉ ANCHE PESANTI EFFETTI COLLATERALI.


La Natura spesso ha le risposte. E chi pensa ancora che “naturale” sia sinonimo di poco efficace dovrebbe anche ricordare che la quasi totalità dei farmaci chimicisono alla fine composti di principi attivi derivati o studiati da piante: per cui si comprende come infine sia sempre la Natura a fornire appunto le risposte. E, oggi, la risposta arriva anche nei confronti del trattamento dei dolori da artrite e osteoartrite (in forma cronica) che è una malattia degenerativa con alto indice invalidante.


Ad aver studiato gli effetti di un estratto di rosa canina sul dolore sono stati i ricercatori della Frederiksberg University di Copenaghen, che hanno scoperto come questo rimedio riducesse in modo significativo i dolori anche forti nel 90% dei casi – in particolare, i dolori alle mani.

Lo studio, i cui risultati sono stati pubblicati sull’Open Journal of Rheumatology and Autoimmune Disease, è stato condotto su 30 pazienti affetti da osteoartrosi con problemi sia agli arti superiori che inferiori. L’osteoartrite, infatti, colpisce proprio le articolazioni rendendo spesso difficile – se non impossibile – compiere normali azioni quotidiane come aprire un barattolo, tenere le posate in mano o legarsi le scarpe.


L’estratto di rosa canina è stato ricavato dalle bacche, note anche con il nome di “cinorrodi”, che maturano da fine estate ad autunno inoltrato (a seconda delle zone) e sono caratterizzate da una forma ovoidale e di un colore che va dal giallo al rosso intenso.

Questi frutti contengono molta Vitamina C, che è presente in quantità fino a 50-100 volte superiore rispetto ai più noti agrumi. Altro componente degno di nota è il licopene, un rinomato e potente antiossidante che, tra gli altri, aiuta a ridurre il colesterolo LDL, a combattere l’invecchiamento e l’infiammazione.


I risultati dei test condotti in questo studio clinico hanno inoltre mostrato che l’estratto, somministrato sotto forma di pillole, aveva un effetto sul dolore che era duraturo nel tempo; per cui i ricercatori ritengono che chi lo assume possa ridurre in modo significativo l’assunzione di antidolorifici di sintesi.A conclusione, gli autori ricordano che le pillole di rosa canina – che sono state oggetto di brevetto – saranno a breve disponibili sul mercato per tutti coloro che voglio provare un’alternativa ai farmaci antalgici. 

La prima impressione è davvero quella che conta L’idea che ci facciamo di una persona, alla prima impressione, è così potente che ci induce a ignorare ciò che ci verrà detto di questa persona anche poco dopo. Ecco come i giudizi spesso sono duri a morire Ricercatori hanno osservato come la prima impressione data dall'aspetto di una persona spesso sia quella su cui basiamo i nostri giudizi. Si dice che vedendo una persona per la prima volta, spesso la prima impressione è quella che conta e, secondo uno studio, a quanto pare è davvero così. E questa prima impressione è così potente che ci fa ignorare qualsiasi cosa di cui verremo a conoscenza o ci verrà detta di quella persona poco dopo. A dimostrazione che quando emettiamo un giudizio, poi è difficile convincerci che ci eravamo sbagliati. Ad aver osservato questo comportamento nelle persone sono stati i ricercatori canadesi dell’Università di Toronto che hanno valutato come l’orientamento sessuale fosse individuato e valutato dalle prime impressioni e osservazioni, piuttosto che in base alla conoscenza di quale fosse realmente questo orientamento. E la convinzione rimaneva tale anche se contraddetta dai fatti. «Noi giudichiamo i libri dalle loro copertine, e non possiamo fare a meno di farlo – ha commentato il dott. Nicholas Rule presentando il proprio studio al Society for Personality and Social Psychology (SPSP) annual conference di Austin – Sforzandoci possiamo superare questo, in una certa misura, ma abbiamo continuamente a che fare con la necessità di correggere noi stessi». Secondo i ricercatori, meno tempo abbiamo per formare un giudizio sull’altra persona, più è probabile che diamo ascolto alla nostra pancia, ossia a quello che ci suggerisce il nostro istinto. «Non appena vediamo un’altra persona, l’impressione si è creata – ha sottolineato Rule – Questo accade così velocemente (solo una piccola frazione di secondo) che ciò che vediamo a volte può prendere il sopravvento su quello che sappiamo». Nello studio sono stati coinvolti 100 partecipanti ambosessi al fine di valutare le prime impressioni sull’orientamento sessuale di 20 uomini, ritratti in altrettante foto che sono state fatte visionare ai volontari: questi dovevano identificarli come gay o eterosessuali. Le foto erano state precedentemente codificate sulla base di un parere condiviso sull’apparenza gay o etero degli uomini, che corrispondeva esattamente ai loro orientamenti sessuali della vita reale. I ricercatori hanno poi testato più volte il ricordo circa gli orientamenti sessuali degli uomini per garantire una perfetta memorizzazione da parte dei partecipanti. Terminata questa preliminare fase di apprendimento, i ricercatori hanno di nuovo mostrato ai partecipanti i volti degli uomini, variando la quantità di tempo che avevano a disposizione per classificare gli orientamenti sessuali. I risultati dei test hanno mostrato che meno tempo avevano i partecipanti per catalogare i volti, più era probabile che classificassero gli uomini a seconda che li avessero “visti” come gay o etero, piuttosto che in base a quanto che era stato detto loro circa la sessualità degli uomini ritratti. Avendo tuttavia più tempo a disposizione, i partecipanti ripensavano a quello che avevano imparato sulla sessualità maschile. «Sembravano dunque giudicare dalle apparenze quando sono stati costretti a emettere i loro giudizi in fretta – ha dichiarato Rule – Quando sono stati autorizzati a prendersi più tempo, però, hanno giudicato in base a ciò che sapevano degli individui». Le prime impressioni continuano a influenzare i nostri giudizi per molto tempo, anche se dopo queste veniamo in possesso di informazioni anche contradditorie, hanno sottolineato i ricercatori. Tuttavia, quando abbiamo maggiore tempo per pensarsi su, possiamo anche cambiare il nostro giudizio – ma la prima impressione continua comunque ad avere il suo peso. Il dott. Rule ha ribadito come gli studi condotti sul tema «contribuiscono a illustrare la natura spesso inevitabile di come formiamo le nostre impressioni sulle altre persone in base al loro aspetto». In quest’ottica dovremmo tenere conto che l’idea che ci siamo fatti di una persona in base al suo aspetto possa essere sbagliata, ma che anche l’impressione che abbiamo fatto noi in un’altra persona potrebbe essere altrettanto sbagliata. Questo dovrebbe insegnare che prima di emettere un giudizio dovremmo valutare quanto sappiamo davvero di una determinata persona, perché se l’istinto può essere anche un buon indicatore, spesso può anche essere confuso dai filtri mentali che abbiamo acquisiti nel tempo e che corrispondono alla “nostra” realtà (o realtà soggettiva), e non alla realtà oggettiva.

http://www.lastampa.it/2014/02/20/scienza/benessere/lifestyle/la-prima-impressione-davvero-quella-che-conta-X2bCoKPDsSZZyEJD9fwbKK/pagina.html

lunedì 17 febbraio 2014

Un bambino ed il suo papà erano seduti sul treno. Il viaggio sarebbe durato un’ora circa. Il padre si siede comodamente e si mette a leggere una rivista per distrarsi. Ad un certo punto il bambino lo interrompe e domanda: “Cos’è quello, papà?”. L’uomo si volta per vedere quello che gli aveva indicato il bambino e risponde: “E’ una fattoria.” Incomincia di nuovo a leggere quando il bambino gli domanda un’altra volta: “Quando arriveremo, papà?”. Il padre gli risponde che manca ancora molto. Aveva di nuovo cominciato a leggere la sua rivista quando un’altra domanda del bambino lo interrompe e così per tantissime altre volte. Il padre disperato cerca la maniera di distrarre il bambino. Vede sulla rivista che stava leggendo la figura del mappamondo, la rompe in molti pe zzetti e li da al figlio invitandolo a ricostruire la figura del mappamondo. Così si siede felice sul suo sedile convinto che il bambino sarebbe stato occupato per tutto il resto del viaggio. Aveva appena cominciato a leggere di nuovo la sua rivista quando il bambino esclama: “HO TERMINATO”. “Impossibile! Non posso crederci! Come hai potuto ricostruire il mondo in così poco tempo?” Però il mappamondo era stato ricostruito perfettamente. Allora il padre gli domanda di nuovo: “Come hai potuto ricostruire il mondo così rapidamente?” Il bambino risponde: “Non mi sono fissato sul mondo.... dietro al foglio c’era la figura di un uomo, HO RICOSTRUITO L’UOMO E IL MONDO SI E’ AGGIUSTATO DA SOLO !!!!”. Il mondo sarà aggiustato solo quando gli uomini saranno aggiustati ossia, saranno leali ed onesti.


domenica 16 febbraio 2014

Un giorno, un uomo non vedente stava seduto sui gradini di un edificio con un cappello ai suoi piedi ed un cartello recante la scritta: “Sono cieco, aiutatemi per favore”. Un pubblicitario che passeggiava lì vicino si fermò e notò che aveva solo pochi centesimi nel suo cappello. Si chinò e versò altre monete. Poi, senza chiedere il permesso dell’uomo, prese il cartello, lo girò e scrisse un’altra frase. Quello stesso pomeriggio il pubblicitario tornò dal non vedente e notò che il suo cappello era pieno di monete e banconote. Il non vedente riconobbe il passo dell’uomo e chiese se non fosse stato lui ad aver riscritto il suo cartello e cosa avesse scritto. Il pubblicitario rispose: “Niente che non fosse vero. Ho solo riscritto il tuo in maniera diversa”. Sorrise e andò via. Il non vedente non seppe mai che ora sul suo cartello c’era scritto: “Oggi è primavera…ed io non la posso vedere.” MORALE: Cambia la tua strategia quando le cose non vanno bene e vedrai che sarà per il meglio. Abbi fede: ogni cambiamento è il meglio per la nostra vita


Ho imparato... Che ignorare i fatti non cambia i fatti. Ho imparato... Che quando vuoi vendicarti di qualcuno lasci solo che quel qualcuno continui a farti del male. Ho imparato... Che l'amore, non il tempo guarisce le ferite. Ho imparato... Che il modo più facile per crescere come persona è circondarmi di persone più intelligenti di me. Ho imparato... Che quando serbi rancore e amarezza la felicità va da un'altra parte. Ho imparato... Che un sorriso è un modo economico per migliorare il tuo aspetto. Ho imparato... Che quando tuo figlio appena nato tiene il tuo dito nel suo piccolo pugno ti ha agganciato per la vita. Ho imparato... Che tutti vogliono vivere in cima alla montagna ma tutta la felicità e la crescita avvengono mentre la scali. Ho imparato... Che è meglio dare consigli solo in due circostanze: quando sono richiesti e quando ne dipende la vita. Ho imparato... Che la miglior aula del mondo è ai piedi di una persona anziana. Ho imparato... Che quando sei innamorato, si vede. Ho imparato... Che appena una persona mi dice, "mi hai reso felice! ", ti rende felice. Ho imparato... Che essere gentili è più importante dell'aver ragione. Ho imparato... Che non bisognerebbe mai dire no ad un dono fatto da un bambino. Ho imparato... Che posso sempre pregare per qualcuno, quando non ho la forza di aiutarlo in qualche altro modo. Ho imparato... Che non importa quanto la vita richieda che tu sia serio. Ognuno ha bisogno di un amico con cui divertirsi. Ho imparato... Che talvolta tutto ciò di cui uno ha bisogno è una mano da tenere ed un cuore da capire. Ho imparato... Che la vita è come un rotolo di carta igienica... Più ti avvicini alla fine, più velocemente va via. Ho imparato... Che dovremmo essere contenti per il fatto che Dio non ci dà tutto quel che gli chiediamo. Ho imparato... Che i soldi non possono acquistare la classe. Ho imparato... Che sono i piccoli avvenimenti giornalieri a fare la vita così spettacolare. Ho imparato... Che sotto il duro guscio di ognuno c'è qualcuno che vuole essere apprezzato e amato. Ho imparato... Che il Signore non ha fatto tutto in un giorno solo. Cosa mi fa pensare che io potrei? Ho imparato... Che ogni persona che incontri merita d'essere salutata con un sorriso. Ho imparato... Che non c'è niente di più dolce che dormire coi tuoi bambini e sentire il loro respiro sulle tue guance. Ho imparato... Che nessuno è perfetto, fino a quando non te ne innamori. Ho imparato... Che la vita è dura, ma io sono più duro. Ho imparato... Che le opportunità non si perdono mai, qualcuno sfrutterà quelle che hai perso tu. Che desidererei aver detto una volta in più a mio padre che lo amavo, prima che se ne andasse. Ho imparato... Che ognuno dovrebbe rendere le proprie parole soffici e tenere, perché domani potrebbe doverle mangiare. Ho imparato... Che non posso scegliere come sentirmi, ma posso scegliere cosa fare con queste sensazioni. Lavora come se non avessi bisogno dei soldi ama come se nessuno ti avesse mai fatto soffrire balla come se nessuno ti stesse guardando canta come se nessuno ti stesse sentendo.


domenica 9 febbraio 2014

Re Artù chiedeva ogni giorno informazioni a Merlino sui giovani che si preparavano a diventare cavalieri della tavola Rotonda: "Mi raccomando, sono loro il futuro di Camelot!". I giovani venivano educati ai grandi lavori e sottoposti a estenuanti prove fisiche e d'intelligenza. Arrivò il giorno dell'ultima prova quando un ragazzino si presentò come assistente di Merlino. "Come prova finale", disse, "dovete aprire quella porta senza sfondarla". Scoppiarono in una risata pensando alla facilità dell'operazione. Ma dovettero ricredersi perché era senza serratura e senza chiave. Cominciarono allora ad esprimere il loro parere parlando uno sull'altro. "Troppe bocche e poche orecchie!" pensò l'assistente. Cercò di aiutarli ma nessuno lo degnò di attenzione perché era solo un ragazzo. Alla fine si arresero tutti eccetto il figlio di Artù che continuò fin quando, sfinito, ammise di non sapere più cosa fare. "Hai provato a bussare?" chiese l'assistente. Al suo "toc toc" la porta si aprì. "Ma perché non l'hai detto prima?", chiese stizzito il principe. "Perché solo ora hai deciso di ascoltarmi!". Così dicendo l'assistente si trasformò in Merlino e concluse: "Ragazzi miei, ragionate sempre con la vostra testa, ma non dimenticatevi di ascoltare chi vi è accanto". Ragiona sempre con la tua testa, ma non dimenticare di ascoltare chi ti è accanto... Da : "I pensieri del Gufo"


Alcune persone vivono credendo che ci sia sempre un domani, che la vita scorre liscia. Non è così, alcuni se ne vanno in un attimo. Quindi pensa. Pensa ai "ti amo" non detti, ai baci non dati per rancore, alle storie non risolte, alle incomprensioni che durano una vita, alle carezze non date, ai rancori non risolti, alle offese fatte e non saldate, alle cose non dette per paura o per giudizio degli altri, alle paure che ti attanagliano i progetti, ai vuoti colmati nell'indifferenza, ai sogni...all'amore scappato per una semplice delusione... Perchè alla fine tutti se ne vanno e potresti anche non aver dato l'ultimo sguardo, bacio, o addio o aver detto un semplice "ti voglio bene" a chi serbi nel cuore. M.W. Fearn


Crescendo impari che il caffè al mattino è un piccolo rituale di felicità, che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane. E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi, e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall’inverno, e che sederti a leggere all’ombra di un albero libera i pensieri. Impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità. Richard Bach