sabato 22 settembre 2012

sapete perchè si dice :campa cavallo che l'erba cresce


Si racconta che un povero diavolo portava a mano un cavallo vecchio, stanco, sfinito, per una strada sassosa dove si vedeva appena, di quando in quando, un misero filuccio d'erba.
Il cavallo stava per cadere, sopraffatto dalla fame e il padrone cercava d'incoraggiarlo dicendogli: "Non morire, cavallo mio, tira avanti ancora per un pò; campa finchè crescerà l'erba e potrai sfamarti".

l'infertilità maschile oggi si combatte con le noci


LOS ANGELES - Le noci possono contribuire alla lotta contro l’infertilità maschile, andando ad incidere in maniera benefica sulla qualità del liquido seminale. Secondo i ricercatori dell’«Università della California» a Los
Angeles, sarebbe sufficiente ingerire 75 grammi al giorno del frutto per migliorare vitalità, motilità e morfologia degli spermatozoi ed assistere a una sensibile riduzione di eventuali anomalie cromosomiche. La scoperta assume un particolare rilievo tenendo conto dell’aumento dell’infertilità maschile, rilevato negli ultimi decenni assieme al deterioramento della qualità dello sperma, compromessa con ogni probabilità dall’inquinamento atmosferico, dal fumo e da altre abitudini di vita non corrette.

Lo studio dell’UCLA ha preso in esame il liquido seminale di 117 uomini di età compresa fra i 21 e i 35 anni, che mantenevano uno stile di vita occidentale, e li hanno divisi in due gruppi. Ai soggetti appartenenti al primo gruppo sono stati somministrati per 12 settimane una serie di alimenti contenenti acidi grassi polinsaturi omega 3 come pesce azzurro, semi di lino e noci. Una volta preso in esame lo sperma di tutti i partecipanti al programma, gli studiosi hanno notato che le differenze relative alla qualità dello sperma erano significative. I soggetti che avevano condotto una dieta a base di noci presentavano spermatozoi più veloci e, di conseguenza, con una maggiore propensione alla fertilità. Anche se il team dell’UCLA che ha messo in atto lo studio avverte che occorre verificare i risultati su un campione di popolazione più ampio, è comunque accertato che gli acidi grassi contenuti nelle noci operino positivamente sull’organismo umano.

venerdì 21 settembre 2012

donna sonnambula nuota per circa un km


Il marito si era accorto a notte fonda che la donna era scomparsa da casa, e preoccupato ha chiamato la polizia.
Gli agenti hanno trovato la donna a circa un chilometro da casa, sulla riva dello Snake River, spaventata e confusa che non sapeva come mai si trovasse in quel luogo. Secondo la ricostruzione, la donna ha percorso l’intero percorso a nuoto.

La donna aveva già dei precedenti di sonnambulismo, ma probabilmente ora dovrà essere sottoposta a cure mediche per prevenire che si esponga nuovamente a rischi di questo tipo.

giovedì 6 settembre 2012

Usare il computer riduce il rischio di demenza.....L’utilizzo del computer, un po’ demonizzato, in realtà ridurrebbe fino al 40 per cento il rischio di declino cognitivo o demenza


Ecco una notizia che solleva un po’ l’umore a noi che lavoriamo praticamente tutto il giorno con il computer – così come succede a molti impiegati e altri professionisti: usare il computer pare riduca il rischio di essere vittime di declino cognitivo e demenza.

Da molti demonizzato, il computer in realtà riserva alcune sorprese inaspettate. Una di queste è quella che emerge da uno studio condotto dai ricercatori della University of Western Australia (UWA) e pubblicato sulla rivista Public Library of Science ONE (PLoS ONE).
Il dottor Osvaldo Almeida e colleghi della UWA hanno seguito per otto anni un gruppo di oltre 5.000 persone di età compresa tra i 65 e gli 85 anni per analizzare l’incidenza del declino cognitivo e la demenza con o senza l’uso del computer.

«Con l’invecchiamento della popolazione mondiale, il numero di persone in situazione di declino cognitivo e demenza aumenterà a 50 milioni entro il 2025 – spiega nel comunicato UWA il professor Almeida – Ma se i nostri risultati sono corretti, l’aumento del numero di casi di demenza nel corso dei prossimi 40 anni potrebbe non essere così drammatico come è attualmente previsto».
Nello studiare i casi di demenza, i ricercatori hanno rilevato alcuni sintomi tipici. Tra questi vi sono i primi segnali di mancanza di memoria come il dimenticare nomi o appuntamenti; il non ricordare dove si sono riposte le cose o perderle. E poi sbalzi d’umore; provare rabbia, paure infondate e avere difficoltà nello svolgere compiti quotidiani.

Poiché da alcuni anni si è avuta una tendenza in netto rialzo per quanto concerne le ore passate davanti a un computer, i ricercatori hanno deciso di studiare quale effetto potesse avere tutto ciò sul cervello delle persone. D’altronde già precedenti studi avevano dimostrato che attività stimolanti dal punto di vista cognitivo avevano un effetto positivo nel ridurre il rischio di demenza.
«Così questo ci ha portato a pensare: l’aumento di possessori di personal computer potrebbe fare la differenza? – aggiunge Almeida – Abbiamo scoperto che l’ha fatta, e che c’era un vantaggio significativo».
Difatti lo studio ha evidenziato come tra gli utenti di computer il rischio di demenza fosse più basso in media del 30-40%, rispetto a coloro che non facevano uso del computer. Le percentuali di riduzione del rischio restavano tali anche dopo aver preso in considerazioni altri fattori confondenti o di rischio come l’età, l’istruzione, lo stato di salute generale, l’isolamento sociale, la depressione e, ovviamente, un possibile deficit cognitivo già in essere.

Ciò che tuttavia è emerso chiaro era che gli utilizzatori di computer erano in genere più giovani d’età, rispetto a quelli più restii all’uso. A motivo di ciò, i ricercatori suggeriscono che sarebbe utile che si promuovessero iniziative volte a stimolare l’uso del computer anche tra la popolazione più anziana – non dimenticando tuttavia che questo deve essere abbinato a uno stile di vita sano che preveda anche dell’attività fisica e una dieta adeguata.
Basterà allora “muovere” le dita sulla tastiera e ingurgitare un panino davanti allo schermo? Uhm, temiamo di no.(http://www3.lastampa.it )