mercoledì 3 ottobre 2012

ecco daisy...la mucca ogm...che fa il latte anallergico...


Washington, 3 ottobre 2012 - Alcuni ricercatori neozelandesi hanno modificato geneticamente una mucca in modo da farle produrre latte privo di proteine che possono causare allergie nei bambini. Il latte potrebbe anche essere più sano di quello normale perché contiene piùalti livelli di caseina, utili ad aumentare i livelli di calcio. Lo studio è opera di AgResearch ed è stato pubblicato sulla rivista “Proceedings of the National Academy of Sciences”.
Gli scienziati hanno utilizzato una tecnica conosciuta come interferenza Rna per bloccare la produzione della proteina incriminata, la betalactoglobulina (Blg), una proteina prodotta in mucche e ruminanti, ma che non si trova nel latte materno. Gli studiosi hanno realizzato una catena di microRna (piccole molecole di acido ribonucleico) che colpisse la proteina Blg. Successivamente hanno sviluppato un modello murino che producesse latte contenente Blg e hanno introdotto nel topo il microRna che ha annullato l’espressione della proteina Blg.
I risultati iniziali hanno mostrato una riduzione di questa proteina del 96 per cento. I ricercatori hanno infine ottenuto un bovino clonato con gli stessi tratti anti-Blg trasferendo 57 embrioni clonati in una mucca. Delle cinque gravidanze portate a termine, la mucca Daisy, nata senza coda per un errore del processo di clonazione, ha mostrato di non avere la proteina Blg nel suo latte.

picchiato un disabile ...... voleva il suo posto riservato


Hanno ancora il terrore negli occhi. Che fa più male della testa spaccata, del dito fratturato, dell’occhio livido. Giovanni e Giuseppe, nomi di fantasia per il timore di ritorsioni, hanno paura che succeda di nuovo. Il primo ha 36 anni, è disabile dal 1998 a seguito di un incidente d’auto, lavora in posta e abita a Bernareggio. Il secondo è amico e accompagnatore, di anni ne ha 55 e risiede a Vimercate. Sono stati picchiati, gettati a terra, presi a pugni in testa, riempiti di calci. Per un posto auto. Per lo stallo di via Pinamonte, occupato da due fratelli di Calusco d’Adda, di 21 e 19 anni, impegnati a scaricare pacchi da un furgone. Parcheggiato però nel posto sbagliato, nello spazio riservato ai diversamente abili.
La richiesta di cedere il posteggio ha scatenato l’aggressione furibonda. I due amici, a distanza di giorni, entrano ed escono dall’ospedale per curare le ferite. Ma il dolore è anche psicologico, avrà ripercussioni nel comportamento. «Ora ho paura a chiedere un mio diritto, ho paura che altre persone possano avere una reazione simile: sono disabile da una quindicina d’anni e mai mi era capitata una cosa del genere».
La maleducazione, le «occupazioni abusive» da parte di automobilisti normodotati non sono cosa rara. La violenza sì. «Nessuno mi aveva mai picchiato per un parcheggio, al massimo qualcuno brontolava, ma niente di più. Nella maggior parte dei casi non accadeva nemmeno questo: le persone di solito si scusano e spostano immediatamente la macchina, sapendo di essere nel torto», spiega il disabile con il taglio ancora ben visibile sulla nuca, le echimosi sul volto. L’amico 55enne annuisce: è stato un caso eccezionale, ma non per questo meno preoccupante. «Mai visto niente di simile, i due ragazzi si sono scagliati contro noi, io sono semplicemente intervenuto per riportare la calma. Mi hanno colpito buttandomi a terra. Sono svenuto. Poi sono ritrovato sull’ambulanza».
Sul posto la polizia locale e i carabinieri, con i militari che hanno denunciato gli aggressori a piede libero. Lo shock è difficile da superare: «Mi hanno picchiato con un oggetto contundente, forse stringendo tra le mani le chiavi del furgone. Prima di scagliarsi contro di me, mi hanno insultato pesantemente, dicendo che dovevano lavorare. Ma io non ho fatto altro che reclamare un diritto,mostrando loro il pass disabili». Èappoggiato sul cruscotto della macchina bianca. «Tutto in regola, abbondantemente certificato». Risale in auto, è diretto verso il centro per una commissione: «Qualcosa è cambiato, spero di mettermi alle spalle questa bruttissima vicenda».
di Marco Dozio (http://www.ilgiorno.it)

martedì 2 ottobre 2012

con l'autunno oltre alle foglie cadono anche i capelli...ecco come comportarsi


La chioma è in testa – è proprio il caso di dirlo – alle preoccupazioni degli italiani: un recente studio ha infatti evidenziato come per due italiani su cinque la prospettiva di perdere i capelli faccia più paura che non ingrassare.
Nonostante le preoccupazioni, i dati parlano chiaro: sono 6 italiani su 10 a essere colpiti dalla perdita di capelli.

Dietro alla perdita precoce e inusuale di capelli vi possono essere diversi fattori, tra questi malattie, predisposizione genetica, una dieta scorretta e anche lo stress.
Altro fattore che si ritiene possa influire sulla caduta dei capelli è il cambio stagionale: con quello tra l’estate e l’autunno in primis.
Perché proprio durante questo periodo autunnale si accentuerebbe la caduta di capelli?
Secondo gli esperti si tratta di un fenomeno fisiologico molto semplice. Il cui processo dipende oltre che dallo stress post-estate anche dalla variazione delle ore di luce nell’arco della giornata: un meccanismo complesso mediato nell’organismo dalla melatonina, l’ormone coinvolto nel processo di regolazione luce/buio o sonno/veglia.

Il problema, che si protrae fino alla fine di novembre, riguarderebbe tutti indistintamente: sia uomini che donne, vecchi e giovani. L’aumento della caduta che si registra in media è di circa il 20% - 30% di capelli in più rispetto al resto dell’anno. A confermarlo scientificamente è uno studio dell’IHRF, la Fondazione di ricerca per la patologia sui capelli, presieduta dal dottor Fabio Rinaldi, docente presso la Sorbona e dermatologo a Milano (www.ihrf.it).
Su 500 pazienti intervistati in tutta Italia da esperti dermatologi, infatti ben il 59% ha riscontrato un’ aumento della caduta dei capelli confermando il disagio; il 30% invece li trova più sottili e sfibrati e solo l’11% non ha rilevato nessun cambiamento particolare. A quanto sembra sono le donne quelle che soffrono di più di questo disturbo con una percentuale del 43% che supera di molto quella degli uomini (29%).

Ma come si può prevenire e curare il problema? Ricorre a trattamenti nutritivi il 37% degli intervistati; il 28% utilizza oli e lozioni che promuovono la stimolazione cellulare; il 25% si serve di impacchi e maschere che abbiano un effetto ristrutturante e infine il 10% cura il problema con l’alimentazione.
«Non c’è da allarmarsi – spiega il dott. Rinaldi – è semplicemente stress caratterizzato dall’estate appena trascorsa, quando ci si ritrova scarichi di energia e pieni di tensione, tutti elementi che si riflettono sul capello aumentandone il suo naturale ritmo biologico. Naturalmente soffre di più chi ha i capelli lunghi: infatti la caduta è più accentuata, perché a quella stagionale si aggiunge la tradizionale fragilità del capello lungo, che si spezza con maggiore facilità».

Si può prevenire questa caduta?
«A livello preventivo e precauzionale – aggiunge Rinaldi – è opportuno agire con una buona alimentazione ricca di principi nutritivi e con prodotti che ristabiliscano quelle condizioni ideali dei capelli. Utilizzando degli integratori con aminoacidi o delle lozioni a base di polipeptidi, che sono delle piccole parti dei fattori di crescita che promuovono la stimolazione cellulare e quindi la formazione di capelli nuovi».
«Se ovviamente – prosegue il dermatologo – il fenomeno della caduta non si limita al cambio di stagione, ma prosegue anche negli altri periodi dell’anno, occorre rivolgersi a specialisti che consiglieranno gli opportuni esami tricologici».

Ma esiste una soluzione per il problema della caduta capelli?
«La biostimolazione con PRP – illustra ancora Rinaldi – è sicuramente una delle tecniche più avanzate nella cura della caduta dei capelli, una terapia di dermatologia rigenerativa che consente di ottenere, nell’ 80% dei casi, la ricrescita di capelli e una diminuzione sostanziale del diradamento».
«Tale terapia – continua Rinaldi – sfrutta l’effetto dei fattori di crescita autologhi (cioè dello stesso soggetto) ottenuti dalla centrifugazione del sangue ottenuto con un semplice prelievo, cioè consiste nel prelevare dal paziente le piastrine ricche di fattori di crescita e utilizzarle in diversi ambiti curativi ed estetici come ad esempio la cura della caduta dei capelli. Nella terapia dei capelli i fattori di crescita piastrinici possono regolare l’attività di vita dei bulbi e permettere una crescita migliore dei fusti dei capelli e una stimolazione da parte delle cellule staminali che ancora rimangono all’interno del cuoio capelluto, e quindi ottenere, come anticipato prima, una notevole ricrescita di capelli e di un aumento della densità».

Questa terapia è sicura?
«Il PRP è una terapia sicura e priva di effetti collaterali, che non provoca reazioni allergiche né rischi per la salute e può essere somministrato attraverso micro punture o con la tecnica di veicolazione trans-dermica», conclude il dottor Rinaldi.

ecco un rimedio fai da te anticellulite....come fare lo scrub al caffè


 Provate con uno scrub al caffè, è anche un ottimo metodo per riciclare i fondi di caffè. Preparate un composto di fondi di caffè e olio d'oliva, spalmatelo sulle gambe, sui glutei e nelle altre zone che sono colpite dall'antiestetico fenomeno della cellulite, lasciate in posa e poi sfregate via. L'effetto scrub vi regalerà una piacevole sensazione di pelle fresca e liscia.

Scoperto papiro cristiano: "Gesù parla di sua moglie e la chiama Maria"


Incredibile annuncio di una studiosa di storia della cristianità della Harvard University nel corso di un convegno a Roma. La professoressa Karen King ha rivelato la scoperta del frammento di un papiro del IV secolo scritto in copto (l’egiziano non scritto in geroglifici) in cui Gesù fa riferimento a sua "moglie".
Nel testo (contenuto in un papiro di 4 per 8 cm) è riportato un dialogo mai esistito nelle Sacre Scritture in cui Gesù parla di "mia moglie", che chiama "Maria". Si tratta di otto righe di scrittura in inchiostro nero leggibili solo con la lente di ingrandimento in cui sarebbe contenuta anche la frase "lei sarà in grado di essere mia discepola".
A rendere più misteriosa la vicenda, che sembra riproporre la trama del 'Codice da Vinci' dello scrittore Dan Brown, è la provenienza del frammento: secondo quanto scrive il New York Times il suo proprietario ha chiesto di restare anonimo. La professoressa King finora aveva mostrato il frammento a un ristrettissimo circolo di parirologi e linguisti, secondo i quali è "probabilmente" autentico. La studiosa e i suoi collaboratori attendono con mente aperta il parere di altri studiosi, pronti a vedere ribaltate le loro conclusioni preliminari.
In una intervista ad alcuni giornali americani, Karen King ha sottolineato che il frammento non deve essere preso come la prova che il Gesù storico fosse effettivamente sposato. Il testo sarebbe stato scritto secoli dopo la vita di Gesù e tutta la prima letteratura cristiana non sfiora la questione. La scoperta, però, a suo avviso è interessante perché "conferma antiche tradizioni secondo cui Gesù era stato sposato. Ce n’era una già nel secondo secolo - ha detto la studiosa di Harvard - legata al dibattito se i cristiani dovessero sposarsi e avere rapporti sessuali".(http://qn.quotidiano.net)

ecco l'uomo che è stato in paradiso 4 volte


si chiama Sibusiso Mthembu ed è considerato una sorta di profeta dai suoi concittadini, che lo visitano di frequente in grandi folle per sentire i racconti  delle sue visite in Paradiso. I viaggi si sarebbero compiuti nel 1998, 2004, 2006 e 2008, e sarebbero partiti da una convocazione da parte dell’Arcangelo Gabriele che nel 1993 venne a visitare l’uomo, e nel 1998 lo accompagno con sé in Paradiso.L’uomo ha disegnato una mappa del Paradiso, anzi “dei paradisi”: infatti i paradisi sarebbero 11, ma il principale sarebbe uno chiamato “Salem” dove ci sarebbe il tempio di Dio.

lunedì 1 ottobre 2012

sapevate che il dormire male fa ingrassare


 - CHI DORME POCO rischia di fare una fatica bestiale a combattere i chili di troppo. E soprattutto può avere la tendenza ad accumulare peso, sia perché si sente nervoso durante la giornata e quindi magari eccede con alimenti non proprio sani cercando rifugio al malessere psicologico nel cibo sia perché si sente stanco, e quindi mette da parte quell’attività fisica che tanto sarebbe utile per mantenersi in forma.
L’insonnia, o anche altri disturbi che possono spezzare il sonno, diventano quindi una minaccia per il metabolismo dell’organismo.

"Gli studi dimostrano che la durata del sonno appare chiaramente correlata con il rischio di sviluppare obesità sia nei bambini e negli adolescenti sia negli adulti, specie sotto i 50 anni – spiega Gian Luigi Gigli, Presidente AIMS — . Ma oggi esistono anche informazioni precise che provano come la riduzione del tempo di sonno e i disturbi del sonno sono correlati con l’alterata tolleranza al glucosio, una sorta di anticamera del diabete, e allo stesso diabete di tipo 2".
DALLA LETTERATURA scientifica, peraltro, emergono dati poco incoraggianti. Chi dorme meno di sette ore per notte, in particolare tra i 32 e i 49 anni, ha un indice di massa corporea più elevato ed una maggior probabilità di diventare obeso rispetto a quanti riposano profondamente per un periodo più lungo. Inoltre, il 15,5 per cento degli individui diabetici tende ad addormentarsi di giorno, contro il 6 per cento della popolazione di controllo. Sul fronte scientifico, oltre ai meccanismi psicologici di cui si è parlato, pare proprio che l’alterazione dei normali ritmi del sonno (attenzione, i problemi non si verificano solo se si dorme poco, ma anche se si eccede rimanendo a lungo sotto le coperte) possa indurre qualche problema sul flusso di alcuni ormoni implicati nel senso dell’appetito e nel consumo calorico. La deprivazione di sonno ad esempio determina una ridotta secrezione della leptina, ormone che interviene nei processi di regolazione dell’assunzione di cibo e al aumenta la produzione di grelina, ormone che stimola l’appetito.