Un mattino, come spesso accadeva, il califfo Hamn al-Rashid chiamò un indovino e gli raccontò il seguente sogno:
"Ho sognato che i miei denti cadevano l'uno dopo l'altro e alla fine la mia bocca restava senza denti. Cosa ne pensi?".
"Oh! signore, non è un buon segno. Il sogno significa che i tuoi parenti moriranno prima dite e tu rimarrai solo! " gli disse l'indovino.
Il califfo si rattristò e si infuriò a tal punto che ordinò all'esperto di non farsi più vedere. Quindi raccontò il sogno ad un altro mago. Questi gli rispose:
"Oh! mio signore, è un buon segno. Il sogno prevede che la tua vita sarà lunga e che tu sopravviverai ai tuoi parenti e camperai più di tutti!".
Il califfo tutto contento disse:
"Che bel sogno!", e diede cento denari all'esperto che lo aveva interpretato così bene...
Anche la verità più bruciante si può dire in modo gentile. La cortesia è l'intelligenza del cuore!!!
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giovedì 9 gennaio 2014
domenica 5 gennaio 2014
Un onesto vecchietto visse per lunghi anni nella più dura indigenza. Non possedeva nulla, se non la sua misera capanna con all'interno una stufa e altre poche cose. Una notte gli fece visita uno strano sogno: una voce da dietro una porta gli suggeriva di compiere un lungo viaggio verso una città straniera. Lì, sotto il ponte del castello del sovrano, avrebbe trovato un tesoro sepolto. L'indomani, il pover'uomo fu molto stupito dal sogno così bizzarro che pretendeva di farlo partire verso un luogo talmente remoto e per giunta privo di mezzi di locomozione e di sussistenza. Ma durante le notti seguenti, il sogno si ripetè. Così, prendendo il coraggio a quattro mani, decise di mettersi in cammino verso la città indicata nel sogno. Dopo tanti giorni di marcia e dopo vari ostacoli lungo il percorso, giunse finalmente a destinazione. Ma scoprì subito una cosa che lo scoraggiò molto: il ponte era pattugliato giorno e notte dalle sentinelle reali. Non poteva certo mettersi a scavare nel punto indicato. Così ogni mattina tornava sul posto osservando fino al tramonto la situazione: magari le sentinelle si sarebbero allontanate e lui avrebbe potuto scavare. Dopo qualche giorno, il capitano delle guardie notò il suo andirivieni ed incuriosito gli si avvicinò. In tono garbato gli chiese: "Brav'uomo, da qualche giorno ti vedo andare e venire vicino al ponte reale. Posso aiutarti? Stai forse aspettando qualcuno o hai perso qualcosa?" Il vecchio, che era un uomo semplice, raccontò all'ufficiale il sogno che lo aveva spinto fin lì. "Pover'uomo" scoppiò a ridere il capitano; "Hai davvero consumato le tue scarpe per giungere sin qui da così lontano solo per dar retta a un sogno? Sei davvero un credulone! Se io fossi stato come te ora starei perdendo il mio tempo pellegrinando nella direzione opposta. Tempo fa, infatti, una voce in sogno mi esortava ad andare nel tuo paese alla ricerca di un enorme tesoro nascosto sotto la stufa di una misera capanna dove abita un onesto vecchietto che ha vissuto per lunghi anni nella più dura indigenza. Figuriamoci!", disse, continuando a ridere di quella storia che a lui pareva tanto buffa. "Ma te l'immagini vedermi arrivare fin laggiù e mettere a soqquadro tutte le capanne di quel povero paese alla ricerca di un fantomatico tesoro? Ma, fortunatamente, non sono certo un tipo che dà ascolto ai sogni o alle voci interiori!" Il vecchio, dopo averlo ascoltato con dissumilata trepidazione, salutò l'ufficiale ringraziandolo per quanto gli aveva detto. Se ne tornò così in tutta fretta alla volta di casa propria. Una volta arrivato, cominciò a scavare sotto la stufa. Scoprì un tesoro inestimabile che giaceva lì da sempre, nel luogo in cui aveva vissuto tutta la vita. Quell'enorme fortuna mise fine alle sue tribolazioni. Ma gli occorse quel lungo viaggio per scoprire il tesoro!!!
COME IL CAFFE' (leggetela)
Una figlia si lamentava con suo padre circa la sua vita e di come le cose le risultavano tanto difficili.
Non sapeva come fare per proseguire e credeva di darsi per vinta. Era stanca di lottare.
Sembrava che quando risolveva un problema, ne apparisse un altro.
Suo padre, uno chef di cucina, la portò al suo posto di lavoro.
Lì riempì tre pentole con acqua e le pose sul fuoco.
Quando l'acqua delle tre pentole stava bollendo, in una collocò carote, in un'altra collocò uova e nell'ultima collocò grani di caffé.
Lasciò bollire l'acqua senza dire parola.
La figlia aspettò impazientemente, domandandosi cosa stesse facendo il padre.
Dopo venti minuti il padre spense il fuoco.
Tirò fuori le carote e le collocò in una scodella.
Tirò fuori le uova e le collocò in un altro piatto.
Finalmente, colò il caffé e lo mise in un terzo recipiente.
Guardando sua figlia le disse:
"Cara figlia mia, carote, uova o caffé?" fu la sua domanda.
La fece avvicinare e le chiese che toccasse le carote, ella lo fece e notò che erano soffici, dopo le chiese di prendere un uovo e di romperlo, mentre lo tirava fuori dal guscio, osservò l'uovo sodo.
Dopo le chiese che provasse il caffé, ella sorrise mentre godeva del suo ricco aroma.
Umilmente la figlia domandò: "Cosa significa questo, padre?"
Egli le spiegò che i tre elementi avevano affrontato la stessa avversità, "l'acqua bollente", ma avevano reagito in maniera differente.
La carota arrivò all'acqua forte, dura, superba; ma dopo avere passato per l'acqua, bollendo era diventata debole, facile da disfare.
L'uovo era arrivato all'acqua fragile, il suo guscio fine proteggeva il suo interno molle, ma dopo essere stato in acqua, bollendo, il suo interno si era indurito.
Invece, i grani di caffé, erano unici: dopo essere stati in acqua, bollendo, avevano cambiato l'acqua.
"Quale sei tu figlia?" le disse.
"Quando l'avversità suona alla tua porta; come rispondi?"
"Sei una carota che sembra forte ma quando l'avversità ed il dolore ti toccano, diventi debole e perdi la tua forza?"
"Sei un uovo che comincia con un cuore malleabile e buono di spirito, ma che dopo una morte, una separazione, un licenziamento, una pietra durante il tragitto diventa duro e rigido?
Esternamente ti vedi uguale, ma sei amareggiata ed aspra, con uno spirito ed un cuore indurito?
"O sei come un grano di caffé? Il caffé cambia l'acqua, l'elemento che gli causa dolore.
Quando l'acqua arriva al punto di ebollizione il caffé raggiunge il suo migliore sapore."
"Se sei come il grano di caffé, quando le cose si mettono peggio, tu reagisci in forma positiva, senza lasciarti vincere, e fai si che le cose che ti succedono migliorino, che esista sempre una luce che illumina la tua strada davanti all'avversità e quella della gente che ti circonda."
Per questo motivo non mancare mai di diffondere con la tua forza e positività il "dolce aroma del caffé".
Non sapeva come fare per proseguire e credeva di darsi per vinta. Era stanca di lottare.
Sembrava che quando risolveva un problema, ne apparisse un altro.
Suo padre, uno chef di cucina, la portò al suo posto di lavoro.
Lì riempì tre pentole con acqua e le pose sul fuoco.
Quando l'acqua delle tre pentole stava bollendo, in una collocò carote, in un'altra collocò uova e nell'ultima collocò grani di caffé.
Lasciò bollire l'acqua senza dire parola.
La figlia aspettò impazientemente, domandandosi cosa stesse facendo il padre.
Dopo venti minuti il padre spense il fuoco.
Tirò fuori le carote e le collocò in una scodella.
Tirò fuori le uova e le collocò in un altro piatto.
Finalmente, colò il caffé e lo mise in un terzo recipiente.
Guardando sua figlia le disse:
"Cara figlia mia, carote, uova o caffé?" fu la sua domanda.
La fece avvicinare e le chiese che toccasse le carote, ella lo fece e notò che erano soffici, dopo le chiese di prendere un uovo e di romperlo, mentre lo tirava fuori dal guscio, osservò l'uovo sodo.
Dopo le chiese che provasse il caffé, ella sorrise mentre godeva del suo ricco aroma.
Umilmente la figlia domandò: "Cosa significa questo, padre?"
Egli le spiegò che i tre elementi avevano affrontato la stessa avversità, "l'acqua bollente", ma avevano reagito in maniera differente.
La carota arrivò all'acqua forte, dura, superba; ma dopo avere passato per l'acqua, bollendo era diventata debole, facile da disfare.
L'uovo era arrivato all'acqua fragile, il suo guscio fine proteggeva il suo interno molle, ma dopo essere stato in acqua, bollendo, il suo interno si era indurito.
Invece, i grani di caffé, erano unici: dopo essere stati in acqua, bollendo, avevano cambiato l'acqua.
"Quale sei tu figlia?" le disse.
"Quando l'avversità suona alla tua porta; come rispondi?"
"Sei una carota che sembra forte ma quando l'avversità ed il dolore ti toccano, diventi debole e perdi la tua forza?"
"Sei un uovo che comincia con un cuore malleabile e buono di spirito, ma che dopo una morte, una separazione, un licenziamento, una pietra durante il tragitto diventa duro e rigido?
Esternamente ti vedi uguale, ma sei amareggiata ed aspra, con uno spirito ed un cuore indurito?
"O sei come un grano di caffé? Il caffé cambia l'acqua, l'elemento che gli causa dolore.
Quando l'acqua arriva al punto di ebollizione il caffé raggiunge il suo migliore sapore."
"Se sei come il grano di caffé, quando le cose si mettono peggio, tu reagisci in forma positiva, senza lasciarti vincere, e fai si che le cose che ti succedono migliorino, che esista sempre una luce che illumina la tua strada davanti all'avversità e quella della gente che ti circonda."
Per questo motivo non mancare mai di diffondere con la tua forza e positività il "dolce aroma del caffé".
Preghiera della serenità.
Signore concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare. Il coraggio di cambiare quello che posso. La saggezza di conoscere la differenza. Concedimi la pazienza per i cambiamenti che richiedono tempo. La capacità di apprezzare tutto quello che ho. La tolleranza per quelli che hanno lotte diverse dalla mia. E la forza di rialzarmi e provarci di nuovo UN GIORNO ALLA VOLTA!!!
sabato 4 gennaio 2014
ANTICO CONSIGLIO CINESE
C’era una volta un contadino cinese, molto povero, ma saggio, che lavorava duramente la terra con suo figlio. Un giorno il figlio gli disse: “Padre, che disgrazia, il cavallo se n’è andato”
“Perchè la chiami disgrazia? Rispose il padre. "Vediamo quello che ci porta il domani"
Dopo pochi giorni il cavallo ritornò accompagnato da una bellissima giumenta selvaggia. “Padre, che fortuna!" Esclamò il ragazzo. “Il nostro cavallo ne ha portato un altro”
"Perchè la chiami fortuna?" Rispose il padre, "Vediamo cosa ci porta il domani."
Qualche giorno dopo, il ragazzo volle montare il nuovo cavallo e questo, non abituato ad un fantino, si impennò e lo scaraventò al suolo.
Il ragazzo si ruppe una gamba. “Padre, che disgrazia! Mi sono rotto una gamba!“ Il padre ricorrendo alla sua esperienza e saggezza sentenziò: “Perchè dici dsgrazia? Vediamo cosa ci porta il domani!"
Il ragazzo non era convinto della filosofia del padre e piagnucolava nel suo letto. Pochi giorni dopo, passarono per il villaggio gli inviati del re cercando giovani per portarli alla guerra. Nella casa dell’anziano, videro solo un giovane con la gamba steccata e lo lasciarono lì, allontanandosi.
Il giovane comprese allora che non si devono dare come assolute né la disgrazia né la fortuna, ma bisogna sempre dare tempo al tempo, per vedere se una cosa è buona o cattiva…
Perciò aspettiamo il domani con Allegria e viviamo l’oggi con Pienezza…
“Perchè la chiami disgrazia? Rispose il padre. "Vediamo quello che ci porta il domani"
Dopo pochi giorni il cavallo ritornò accompagnato da una bellissima giumenta selvaggia. “Padre, che fortuna!" Esclamò il ragazzo. “Il nostro cavallo ne ha portato un altro”
"Perchè la chiami fortuna?" Rispose il padre, "Vediamo cosa ci porta il domani."
Qualche giorno dopo, il ragazzo volle montare il nuovo cavallo e questo, non abituato ad un fantino, si impennò e lo scaraventò al suolo.
Il ragazzo si ruppe una gamba. “Padre, che disgrazia! Mi sono rotto una gamba!“ Il padre ricorrendo alla sua esperienza e saggezza sentenziò: “Perchè dici dsgrazia? Vediamo cosa ci porta il domani!"
Il ragazzo non era convinto della filosofia del padre e piagnucolava nel suo letto. Pochi giorni dopo, passarono per il villaggio gli inviati del re cercando giovani per portarli alla guerra. Nella casa dell’anziano, videro solo un giovane con la gamba steccata e lo lasciarono lì, allontanandosi.
Il giovane comprese allora che non si devono dare come assolute né la disgrazia né la fortuna, ma bisogna sempre dare tempo al tempo, per vedere se una cosa è buona o cattiva…
Perciò aspettiamo il domani con Allegria e viviamo l’oggi con Pienezza…
IL CONTO....(leggetela)
Una sera, mentre la mamma preparava la cena, il figlio undicenne si presentò in cucina con un foglietto in mano.
Con aria stranamente ufficiale il bambino porse il pezzo di carta alla mamma, che si asciugò le mani col grembiule e lesse quanto vi era scritto:
"Per aver strappato le erbacce dal vialetto: euro 50
Per avere ordinato la mia cameretta: euro 10
Per essere andato a comperare il latte: euro 10
Per aver badato alla sorellina (tre pomeriggi): euro 15
Per aver preso due volte ottimo a scuola: euro 10
Per aver portato fuori l'immondizia tutte le sere: euro7
Totale: euro 102
La mamma fissò il figlio negli occhi, teneramente. La sua mente si affollò di ricordi. Prese una biro e, sul retro del foglietto, scrisse
"Per averli portato in grembo per 9 mesi: euro 0.
Per tutte le notti passate a vegliarti quando eri ammalato: euro 0.
Per tutte le volte che ti ho cullato quando eri triste: euro 0.
Per tutte le volte che ho asciugato le tue lacrime:euro 0.
mercoledì 1 gennaio 2014
essere felici
Tempo fa, un uomo camminò sulla spiaggia in una notte di luna piena…
Pensò che se avesse avuto una macchina nuova sarebbe stato felice.
Se avesse avuto una grande casa sarebbe stato felice.
Se avesse avuto una donna perfetta sarebbe stato felice.
In quel momento inciampò in una borsa piena di pietre.
Cominciò a giocare con le pietre gettandole nel mare,
una per ogni volta che aveva pensato: se avessi…sarei felice…
Finchè rimase solo con una pietra nella borsa e decise di tenerla.
Quando arrivò a casa notò che quella pietra era un diamante molto prezioso. Ripensò a quanti diamanti aveva gettato per gioco nel mare senza accorgersi che erano pietre preziose.
Così fanno le persone…
Sognano quello che non hanno senza dare valore a quello che hanno vicino.
Se osservassero meglio, noterebbero quanto sono fortunati.
La felicità è molto più vicina di quello che si pensa.
Ogni pietra dovrebbe essere osservata meglio.
Ogni pietra potrebbe essere un diamante prezioso!
Ogni nostro giorno potrebbe essere un diamante prezioso e insostituibile.
Ognuno di noi può decidere se apprezzare ogni pietra o gettarla in mare.
E tu, stai giocando con le pietre?
Amici, famiglia, lavoro e sogni?
La morte non è la più grande perdita della vita.
La più grande perdita della vita è morire dentro mentre viviamo.
Vivi pienamente ogni giorno.
Pensò che se avesse avuto una macchina nuova sarebbe stato felice.
Se avesse avuto una grande casa sarebbe stato felice.
Se avesse avuto una donna perfetta sarebbe stato felice.
In quel momento inciampò in una borsa piena di pietre.
Cominciò a giocare con le pietre gettandole nel mare,
una per ogni volta che aveva pensato: se avessi…sarei felice…
Finchè rimase solo con una pietra nella borsa e decise di tenerla.
Quando arrivò a casa notò che quella pietra era un diamante molto prezioso. Ripensò a quanti diamanti aveva gettato per gioco nel mare senza accorgersi che erano pietre preziose.
Così fanno le persone…
Sognano quello che non hanno senza dare valore a quello che hanno vicino.
Se osservassero meglio, noterebbero quanto sono fortunati.
La felicità è molto più vicina di quello che si pensa.
Ogni pietra dovrebbe essere osservata meglio.
Ogni pietra potrebbe essere un diamante prezioso!
Ogni nostro giorno potrebbe essere un diamante prezioso e insostituibile.
Ognuno di noi può decidere se apprezzare ogni pietra o gettarla in mare.
E tu, stai giocando con le pietre?
Amici, famiglia, lavoro e sogni?
La morte non è la più grande perdita della vita.
La più grande perdita della vita è morire dentro mentre viviamo.
Vivi pienamente ogni giorno.
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