martedì 21 gennaio 2014

Labbra a prova di freddo Per averle sempre morbide sono indispensabili trattamento e protezione.

Labbra a prova di freddo
Per averle sempre morbide sono indispensabili trattamento e protezione.


BARBARA FERRERO (ALLURE)
Quando la temperatura scende sotto lo zero, proteggere il viso non basta: ci vogliono attenzioni speciali per le zone più a rischio ed in particolare per le labbra che, essendo prive di ghiandole sebacee, non hanno un film idrolipidico in grado di proteggerle dalle aggressioni esterne e sono quindi soggette  irritazioni e antiestetiche screpolature. Un'idratazione costante è il primo step; a seguire,  protezione no-stop e, quando gli inestetismi sono evidenti, un trattamento ad hoc ricco di sostanze emollienti e lenitive.

Tra gli ingredienti in pole position per labbra sempre morbide ci sono quelli supernutrienti come la cera d'api ed il burro di Karité, al quale Clarins associa la cera essenziale di rosa per il suo Baume Lèvres Réparateur a la Cire Essentielle de Rose, mentre lo stick Nutrix Levres di Lancôme  punta sull'olio di sesamo per lenire le irritazioni. Elizabeth Arden propone uno stick pratico e altamente protettivo con il suo marchio-cult: Eight Hour® Cream Lip Protectant Stick SPF 15, arricchito con emollienti, filtri solari e vitamina E.
Anche la scelta del rossetto deve essere accurata quando le labbra tendono a seccarsi con facilità: meglio puntare su formulazioni  come il nuovo Rouge Ectasy di Giorgio Armani, in grado di combinare l'intensità del colore con l'effetto di un balsamo idratante. Infine, una soluzione d'emergenza anti-screpolature per quando non si ha un lip balm a disposizione: applicare sulle labbra un velo di burro oppure di miele, massaggiare delicatamente e lasciar agire per qualche minuto. Per completare il trattamento si può passare successivamente uno spazzolino dalle setole molto morbide per eliminare le pellicine, concludendo con uno stick protettivo, da portare sempre con sé e riapplicare più volte nel corso della giornata.
(a cura di Allure) http://www.lastampa.it/2014/01/07/societa/donna/viso-e-corpo/labbra-a-prova-di-freddo-PEEk7tKNIpPl9MWdg4ZPqK/pagina.html

venerdì 17 gennaio 2014

LETTERA DI UN "ANZIANO PADRE" AL FIGLIO.


Se un giorno mi vedrai vecchio: se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi... abbi pazienza, ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo. Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose, non mi interrompere... ascoltami, quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finché non ti addormentavi. Quando non voglio lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare... ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perché non volevi fare il bagno. Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l'abc; quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso... dammi il tempo necessario per ricordare e se non ci riesco non ti innervosire: la cosa più importante non è quello che dico ma il mio bisogno di essere con te ed averti li che mi ascolti. Quando le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo non trattarmi come fossi un peso, vieni verso di me con le tue mani forti nello stesso modo con cui io l'ho fatto con te quando muovevi i tuoi primi passi. Quando dico che vorrei essere morto... non arrabbiarti, un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo. Cerca di capire che alla mia età non si vive, si sopravvive. Un giorno scoprirai che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te che ho tentato di spianarti la strada. Dammi un po' del tuo tempo, dammi un po' della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa allo stesso modo in cui io l'ho fatto per te. Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza in cambio io ti darò un sorriso e l'immenso amore che ho sempre avuto per te. Ti AMO FIGLIO MIO.

giovedì 9 gennaio 2014

I CHIODI NELLO STECCATO (leggetela)..

..C'era una volta un ragazzo con un brutto carattere. Suo padre gli diede un sacchetto di chiodi e gli disse di piantarne uno nello steccato del giardino ogni volta che avesse perso la pazienza e litigato con qualcuno. Il primo giorno il ragazzo piantò 37 chiodi nello steccato. 
Nelle settimane seguenti, imparò a controllarsi e il numero di chiodi piantato nello steccato diminuì giorno per giorno: aveva scoperto che era più facile controllarsi che piantare chiodi. Finalmente arrivò un giorno in cui il ragazzo non piantò alcun chiodo nello steccato. Allora andò dal padre e gli disse che quel giorno non aveva piantato alcun chiodo. Il padre disse al figlio di levare un chiodo dallo steccato per ogni giorno che non avesse perso la pazienza e litigato con qualcuno.
I giorni passarono e finalmente il ragazzo poté dire al padre che aveva levato tutti i chiodi dallo steccato. Il padre portò il ragazzo davanti allo steccato e gli disse:"Figlio mio, ti sei comportato bene ma guarda quanti buchi ci sono nello steccato.
Lo steccato non sarà più come prima. Quando litighi con qualcuno e gli dici qualcosa di brutto, gli lasci delle ferite come queste. Puoi piantare un coltello in un uomo, e poi levarlo, ma rimarrà sempre una ferita.
Non importa quante volte ti scuserai, la ferita rimarrà". Una ferita verbale fa male quanto una fisica!!!

il califfo e l'indovino

Un mattino, come spesso accadeva, il califfo Hamn al-Rashid chiamò un indovino e gli raccontò il seguente sogno:
"Ho sognato che i miei denti cadevano l'uno dopo l'altro e alla fine la mia bocca restava senza denti. Cosa ne pensi?".
"Oh! signore, non è un buon segno. Il sogno significa che i tuoi parenti moriranno prima dite e tu rimarrai solo! " gli disse l'indovino.
Il califfo si rattristò e si infuriò a tal punto che ordinò all'esperto di non farsi più vedere. Quindi raccontò il sogno ad un altro mago. Questi gli rispose:
"Oh! mio signore, è un buon segno. Il sogno prevede che la tua vita sarà lunga e che tu sopravviverai ai tuoi parenti e camperai più di tutti!".
Il califfo tutto contento disse:
"Che bel sogno!", e diede cento denari all'esperto che lo aveva interpretato così bene...
Anche la verità più bruciante si può dire in modo gentile. La cortesia è l'intelligenza del cuore!!!

domenica 5 gennaio 2014

Un onesto vecchietto visse per lunghi anni nella più dura indigenza. Non possedeva nulla, se non la sua misera capanna con all'interno una stufa e altre poche cose. Una notte gli fece visita uno strano sogno: una voce da dietro una porta gli suggeriva di compiere un lungo viaggio verso una città straniera. Lì, sotto il ponte del castello del sovrano, avrebbe trovato un tesoro sepolto. L'indomani, il pover'uomo fu molto stupito dal sogno così bizzarro che pretendeva di farlo partire verso un luogo talmente remoto e per giunta privo di mezzi di locomozione e di sussistenza. Ma durante le notti seguenti, il sogno si ripetè. Così, prendendo il coraggio a quattro mani, decise di mettersi in cammino verso la città indicata nel sogno. Dopo tanti giorni di marcia e dopo vari ostacoli lungo il percorso, giunse finalmente a destinazione. Ma scoprì subito una cosa che lo scoraggiò molto: il ponte era pattugliato giorno e notte dalle sentinelle reali. Non poteva certo mettersi a scavare nel punto indicato. Così ogni mattina tornava sul posto osservando fino al tramonto la situazione: magari le sentinelle si sarebbero allontanate e lui avrebbe potuto scavare. Dopo qualche giorno, il capitano delle guardie notò il suo andirivieni ed incuriosito gli si avvicinò. In tono garbato gli chiese: "Brav'uomo, da qualche giorno ti vedo andare e venire vicino al ponte reale. Posso aiutarti? Stai forse aspettando qualcuno o hai perso qualcosa?" Il vecchio, che era un uomo semplice, raccontò all'ufficiale il sogno che lo aveva spinto fin lì. "Pover'uomo" scoppiò a ridere il capitano; "Hai davvero consumato le tue scarpe per giungere sin qui da così lontano solo per dar retta a un sogno? Sei davvero un credulone! Se io fossi stato come te ora starei perdendo il mio tempo pellegrinando nella direzione opposta. Tempo fa, infatti, una voce in sogno mi esortava ad andare nel tuo paese alla ricerca di un enorme tesoro nascosto sotto la stufa di una misera capanna dove abita un onesto vecchietto che ha vissuto per lunghi anni nella più dura indigenza. Figuriamoci!", disse, continuando a ridere di quella storia che a lui pareva tanto buffa. "Ma te l'immagini vedermi arrivare fin laggiù e mettere a soqquadro tutte le capanne di quel povero paese alla ricerca di un fantomatico tesoro? Ma, fortunatamente, non sono certo un tipo che dà ascolto ai sogni o alle voci interiori!" Il vecchio, dopo averlo ascoltato con dissumilata trepidazione, salutò l'ufficiale ringraziandolo per quanto gli aveva detto. Se ne tornò così in tutta fretta alla volta di casa propria. Una volta arrivato, cominciò a scavare sotto la stufa. Scoprì un tesoro inestimabile che giaceva lì da sempre, nel luogo in cui aveva vissuto tutta la vita. Quell'enorme fortuna mise fine alle sue tribolazioni. Ma gli occorse quel lungo viaggio per scoprire il tesoro!!!


COME IL CAFFE' (leggetela)

Una figlia si lamentava con suo padre circa la sua vita e di come le cose le risultavano tanto difficili. 
Non sapeva come fare per proseguire e credeva di darsi per vinta. Era stanca di lottare. 
Sembrava che quando risolveva un problema, ne apparisse un altro. 
Suo padre, uno chef di cucina, la portò al suo posto di lavoro. 
Lì riempì tre pentole con acqua e le pose sul fuoco.
Quando l'acqua delle tre pentole stava bollendo, in una collocò carote, in un'altra collocò uova e nell'ultima collocò grani di caffé.
Lasciò bollire l'acqua senza dire parola.
La figlia aspettò impazientemente, domandandosi cosa stesse facendo il padre.
Dopo venti minuti il padre spense il fuoco.
Tirò fuori le carote e le collocò in una scodella.
Tirò fuori le uova e le collocò in un altro piatto.
Finalmente, colò il caffé e lo mise in un terzo recipiente.
Guardando sua figlia le disse:
"Cara figlia mia, carote, uova o caffé?" fu la sua domanda.
La fece avvicinare e le chiese che toccasse le carote, ella lo fece e notò che erano soffici, dopo le chiese di prendere un uovo e di romperlo, mentre lo tirava fuori dal guscio, osservò l'uovo sodo.
Dopo le chiese che provasse il caffé, ella sorrise mentre godeva del suo ricco aroma.
Umilmente la figlia domandò: "Cosa significa questo, padre?"
Egli le spiegò che i tre elementi avevano affrontato la stessa avversità, "l'acqua bollente", ma avevano reagito in maniera differente.
La carota arrivò all'acqua forte, dura, superba; ma dopo avere passato per l'acqua, bollendo era diventata debole, facile da disfare.
L'uovo era arrivato all'acqua fragile, il suo guscio fine proteggeva il suo interno molle, ma dopo essere stato in acqua, bollendo, il suo interno si era indurito.
Invece, i grani di caffé, erano unici: dopo essere stati in acqua, bollendo, avevano cambiato l'acqua.
"Quale sei tu figlia?" le disse.
"Quando l'avversità suona alla tua porta; come rispondi?"
"Sei una carota che sembra forte ma quando l'avversità ed il dolore ti toccano, diventi debole e perdi la tua forza?"
"Sei un uovo che comincia con un cuore malleabile e buono di spirito, ma che dopo una morte, una separazione, un licenziamento, una pietra durante il tragitto diventa duro e rigido?
Esternamente ti vedi uguale, ma sei amareggiata ed aspra, con uno spirito ed un cuore indurito?
"O sei come un grano di caffé? Il caffé cambia l'acqua, l'elemento che gli causa dolore.
Quando l'acqua arriva al punto di ebollizione il caffé raggiunge il suo migliore sapore."
"Se sei come il grano di caffé, quando le cose si mettono peggio, tu reagisci in forma positiva, senza lasciarti vincere, e fai si che le cose che ti succedono migliorino, che esista sempre una luce che illumina la tua strada davanti all'avversità e quella della gente che ti circonda."
Per questo motivo non mancare mai di diffondere con la tua forza e positività il "dolce aroma del caffé".


Preghiera della serenità.

Signore concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare. Il coraggio di cambiare quello che posso. La saggezza di conoscere la differenza. Concedimi la pazienza per i cambiamenti che richiedono tempo. La capacità di apprezzare tutto quello che ho. La tolleranza per quelli che hanno lotte diverse dalla mia. E la forza di rialzarmi e provarci di nuovo UN GIORNO ALLA VOLTA!!!