martedì 2 ottobre 2012

con l'autunno oltre alle foglie cadono anche i capelli...ecco come comportarsi


La chioma è in testa – è proprio il caso di dirlo – alle preoccupazioni degli italiani: un recente studio ha infatti evidenziato come per due italiani su cinque la prospettiva di perdere i capelli faccia più paura che non ingrassare.
Nonostante le preoccupazioni, i dati parlano chiaro: sono 6 italiani su 10 a essere colpiti dalla perdita di capelli.

Dietro alla perdita precoce e inusuale di capelli vi possono essere diversi fattori, tra questi malattie, predisposizione genetica, una dieta scorretta e anche lo stress.
Altro fattore che si ritiene possa influire sulla caduta dei capelli è il cambio stagionale: con quello tra l’estate e l’autunno in primis.
Perché proprio durante questo periodo autunnale si accentuerebbe la caduta di capelli?
Secondo gli esperti si tratta di un fenomeno fisiologico molto semplice. Il cui processo dipende oltre che dallo stress post-estate anche dalla variazione delle ore di luce nell’arco della giornata: un meccanismo complesso mediato nell’organismo dalla melatonina, l’ormone coinvolto nel processo di regolazione luce/buio o sonno/veglia.

Il problema, che si protrae fino alla fine di novembre, riguarderebbe tutti indistintamente: sia uomini che donne, vecchi e giovani. L’aumento della caduta che si registra in media è di circa il 20% - 30% di capelli in più rispetto al resto dell’anno. A confermarlo scientificamente è uno studio dell’IHRF, la Fondazione di ricerca per la patologia sui capelli, presieduta dal dottor Fabio Rinaldi, docente presso la Sorbona e dermatologo a Milano (www.ihrf.it).
Su 500 pazienti intervistati in tutta Italia da esperti dermatologi, infatti ben il 59% ha riscontrato un’ aumento della caduta dei capelli confermando il disagio; il 30% invece li trova più sottili e sfibrati e solo l’11% non ha rilevato nessun cambiamento particolare. A quanto sembra sono le donne quelle che soffrono di più di questo disturbo con una percentuale del 43% che supera di molto quella degli uomini (29%).

Ma come si può prevenire e curare il problema? Ricorre a trattamenti nutritivi il 37% degli intervistati; il 28% utilizza oli e lozioni che promuovono la stimolazione cellulare; il 25% si serve di impacchi e maschere che abbiano un effetto ristrutturante e infine il 10% cura il problema con l’alimentazione.
«Non c’è da allarmarsi – spiega il dott. Rinaldi – è semplicemente stress caratterizzato dall’estate appena trascorsa, quando ci si ritrova scarichi di energia e pieni di tensione, tutti elementi che si riflettono sul capello aumentandone il suo naturale ritmo biologico. Naturalmente soffre di più chi ha i capelli lunghi: infatti la caduta è più accentuata, perché a quella stagionale si aggiunge la tradizionale fragilità del capello lungo, che si spezza con maggiore facilità».

Si può prevenire questa caduta?
«A livello preventivo e precauzionale – aggiunge Rinaldi – è opportuno agire con una buona alimentazione ricca di principi nutritivi e con prodotti che ristabiliscano quelle condizioni ideali dei capelli. Utilizzando degli integratori con aminoacidi o delle lozioni a base di polipeptidi, che sono delle piccole parti dei fattori di crescita che promuovono la stimolazione cellulare e quindi la formazione di capelli nuovi».
«Se ovviamente – prosegue il dermatologo – il fenomeno della caduta non si limita al cambio di stagione, ma prosegue anche negli altri periodi dell’anno, occorre rivolgersi a specialisti che consiglieranno gli opportuni esami tricologici».

Ma esiste una soluzione per il problema della caduta capelli?
«La biostimolazione con PRP – illustra ancora Rinaldi – è sicuramente una delle tecniche più avanzate nella cura della caduta dei capelli, una terapia di dermatologia rigenerativa che consente di ottenere, nell’ 80% dei casi, la ricrescita di capelli e una diminuzione sostanziale del diradamento».
«Tale terapia – continua Rinaldi – sfrutta l’effetto dei fattori di crescita autologhi (cioè dello stesso soggetto) ottenuti dalla centrifugazione del sangue ottenuto con un semplice prelievo, cioè consiste nel prelevare dal paziente le piastrine ricche di fattori di crescita e utilizzarle in diversi ambiti curativi ed estetici come ad esempio la cura della caduta dei capelli. Nella terapia dei capelli i fattori di crescita piastrinici possono regolare l’attività di vita dei bulbi e permettere una crescita migliore dei fusti dei capelli e una stimolazione da parte delle cellule staminali che ancora rimangono all’interno del cuoio capelluto, e quindi ottenere, come anticipato prima, una notevole ricrescita di capelli e di un aumento della densità».

Questa terapia è sicura?
«Il PRP è una terapia sicura e priva di effetti collaterali, che non provoca reazioni allergiche né rischi per la salute e può essere somministrato attraverso micro punture o con la tecnica di veicolazione trans-dermica», conclude il dottor Rinaldi.

ecco un rimedio fai da te anticellulite....come fare lo scrub al caffè


 Provate con uno scrub al caffè, è anche un ottimo metodo per riciclare i fondi di caffè. Preparate un composto di fondi di caffè e olio d'oliva, spalmatelo sulle gambe, sui glutei e nelle altre zone che sono colpite dall'antiestetico fenomeno della cellulite, lasciate in posa e poi sfregate via. L'effetto scrub vi regalerà una piacevole sensazione di pelle fresca e liscia.

Scoperto papiro cristiano: "Gesù parla di sua moglie e la chiama Maria"


Incredibile annuncio di una studiosa di storia della cristianità della Harvard University nel corso di un convegno a Roma. La professoressa Karen King ha rivelato la scoperta del frammento di un papiro del IV secolo scritto in copto (l’egiziano non scritto in geroglifici) in cui Gesù fa riferimento a sua "moglie".
Nel testo (contenuto in un papiro di 4 per 8 cm) è riportato un dialogo mai esistito nelle Sacre Scritture in cui Gesù parla di "mia moglie", che chiama "Maria". Si tratta di otto righe di scrittura in inchiostro nero leggibili solo con la lente di ingrandimento in cui sarebbe contenuta anche la frase "lei sarà in grado di essere mia discepola".
A rendere più misteriosa la vicenda, che sembra riproporre la trama del 'Codice da Vinci' dello scrittore Dan Brown, è la provenienza del frammento: secondo quanto scrive il New York Times il suo proprietario ha chiesto di restare anonimo. La professoressa King finora aveva mostrato il frammento a un ristrettissimo circolo di parirologi e linguisti, secondo i quali è "probabilmente" autentico. La studiosa e i suoi collaboratori attendono con mente aperta il parere di altri studiosi, pronti a vedere ribaltate le loro conclusioni preliminari.
In una intervista ad alcuni giornali americani, Karen King ha sottolineato che il frammento non deve essere preso come la prova che il Gesù storico fosse effettivamente sposato. Il testo sarebbe stato scritto secoli dopo la vita di Gesù e tutta la prima letteratura cristiana non sfiora la questione. La scoperta, però, a suo avviso è interessante perché "conferma antiche tradizioni secondo cui Gesù era stato sposato. Ce n’era una già nel secondo secolo - ha detto la studiosa di Harvard - legata al dibattito se i cristiani dovessero sposarsi e avere rapporti sessuali".(http://qn.quotidiano.net)

ecco l'uomo che è stato in paradiso 4 volte


si chiama Sibusiso Mthembu ed è considerato una sorta di profeta dai suoi concittadini, che lo visitano di frequente in grandi folle per sentire i racconti  delle sue visite in Paradiso. I viaggi si sarebbero compiuti nel 1998, 2004, 2006 e 2008, e sarebbero partiti da una convocazione da parte dell’Arcangelo Gabriele che nel 1993 venne a visitare l’uomo, e nel 1998 lo accompagno con sé in Paradiso.L’uomo ha disegnato una mappa del Paradiso, anzi “dei paradisi”: infatti i paradisi sarebbero 11, ma il principale sarebbe uno chiamato “Salem” dove ci sarebbe il tempio di Dio.

lunedì 1 ottobre 2012

sapevate che il dormire male fa ingrassare


 - CHI DORME POCO rischia di fare una fatica bestiale a combattere i chili di troppo. E soprattutto può avere la tendenza ad accumulare peso, sia perché si sente nervoso durante la giornata e quindi magari eccede con alimenti non proprio sani cercando rifugio al malessere psicologico nel cibo sia perché si sente stanco, e quindi mette da parte quell’attività fisica che tanto sarebbe utile per mantenersi in forma.
L’insonnia, o anche altri disturbi che possono spezzare il sonno, diventano quindi una minaccia per il metabolismo dell’organismo.

"Gli studi dimostrano che la durata del sonno appare chiaramente correlata con il rischio di sviluppare obesità sia nei bambini e negli adolescenti sia negli adulti, specie sotto i 50 anni – spiega Gian Luigi Gigli, Presidente AIMS — . Ma oggi esistono anche informazioni precise che provano come la riduzione del tempo di sonno e i disturbi del sonno sono correlati con l’alterata tolleranza al glucosio, una sorta di anticamera del diabete, e allo stesso diabete di tipo 2".
DALLA LETTERATURA scientifica, peraltro, emergono dati poco incoraggianti. Chi dorme meno di sette ore per notte, in particolare tra i 32 e i 49 anni, ha un indice di massa corporea più elevato ed una maggior probabilità di diventare obeso rispetto a quanti riposano profondamente per un periodo più lungo. Inoltre, il 15,5 per cento degli individui diabetici tende ad addormentarsi di giorno, contro il 6 per cento della popolazione di controllo. Sul fronte scientifico, oltre ai meccanismi psicologici di cui si è parlato, pare proprio che l’alterazione dei normali ritmi del sonno (attenzione, i problemi non si verificano solo se si dorme poco, ma anche se si eccede rimanendo a lungo sotto le coperte) possa indurre qualche problema sul flusso di alcuni ormoni implicati nel senso dell’appetito e nel consumo calorico. La deprivazione di sonno ad esempio determina una ridotta secrezione della leptina, ormone che interviene nei processi di regolazione dell’assunzione di cibo e al aumenta la produzione di grelina, ormone che stimola l’appetito.

domenica 30 settembre 2012

questa è la lettera che lavitola scrisse a berlusconi

è nata la telecamera che ti riconosce e ti cerca su fb


Privacy? Una cosa che appartiene sempre di più al passato, sembrerebbe. A dare un’altra picconata al sempre più fragile muro della riservatezza e dell’anonimato l’invenzione di un’azienda americana che ha realizzato un sistema di riconoscimento facciale che identifica le persone inquadrate dalla telecamera e le riconosce tramite il loro profilo Facebook.
L’idea nasce per consentire agli utenti di usufruire dei buoni sconto che molti negozi offrono ai loro fan su Facebook, ma che molte persone si dimenticherebbero di sfruttare. Con il riconoscimento automatico viene effettuato il “check-in automatico” che permette di usufruire degli sconti.
Al momento, solo gli utenti che autorizzano l’applicazione di riconoscimento automatico ad usare i dati del loro profilo facebook possono essere riconosciuti, ma è sicuramente una dimostrazione della possibilità di elaborare e tracciare ogni informazione messa online notizie.delmondo