martedì 26 febbraio 2013

trovato "Un virus che uccide il tumore senza toccare le cellule sane"

Un nuovo studio dell'Università di Bologna, simulando metodi di cura più vicini alla pratica clinica, ha confermato l'efficacia della terapia basata su un virus che uccide selettivamente i tumori. La ricerca, pubblicata sulla rivista PLoS Pathogens, dimostra che un particolare virus herpes, selettivamente programmato per uccidere le cellule tumorali, non è efficace solo quando viene iniettato all'interno del tumore in condizioni di laboratorio, ma anche quando viene somministrato per via generale.

Nel nuovo studio, finanziato anche dall'Associazione italiana per la ricerca sul cancro, la terapia è stata diffusa per via sistemica, per somministrazione intraperitoneale, quindi in condizioni operative clinicamente più realistiche. Il risultato rappresenta un ulteriore passo verso lo sviluppo di nuove terapie contro le metastasi per la cura dei pazienti colpiti da tumori del seno e dell'ovaio.

Due gruppi di ricerca dei Dipartimenti di Medicina Specialistica, Diagnostica e Sperimentale  e di Farmacia e Biotecnologie dell'Università di Bologna - spiega una nota dell'ateneo bolognese - lavorano da anni a questa terapia innovativa. Nel 2009, i ricercatori guidati da Gabriella Campadelli-Fiume, avevano ideato un virus derivato da quello dell'herpes, programmato per entrare selettivamente nelle cellule tumorali. Il virus modificato non aggredisce le cellule normali e non provoca quindi le classiche lesioni erpetiche alle labbra, ma è capace di riconoscere e distruggere i tumori del seno e dell'ovaio che presentano uno specifico marcatore (HER-2). Una patologia di cui ogni anno in Italia si riscontrano 42mila nuovi casi, con oltre 10mila mortali.

"Molti scienziati nel mondo - spiega Gabriella Campadelli-Fiume - stanno cercando di produrre virus oncolitici, cioè che distruggono  le cellule tumorali. Spesso le modificazioni operate, che rendono l'agente virale innocuo per l'organismo ospite, lo rendono anche scarsamente aggressivo nei confronti del tumore e quindi, dal punto di vista terapeutico, poco efficace. Noi siamo i primi a essere riusciti a ottenere un virus herpes riprogrammato in grado di colpire le cellule tumorali con marcatore HER-2, senza infettare le altre cellule sane, indirizzando così tutta la sua capacità distruttiva solo sulle cellule malate".

I nuovi studi hanno dimostrato che il virus modificato può curare topi di laboratorio portatori di metastasi di tumori umani all'interno dell'addome. Per farlo è stato messo a punto un modello murino (la cavia utilizzata per gli esperimenti) portatore di tali neoplasie che è stato usato per dimostrare l'efficacia del virus riprogrammato.
Alla realizzazione del modello ha lavorato un team guidato da Pier Luigi Lollini in collaborazione con l'Istituto Rizzoli di Bologna. "E' difficile studiare in laboratorio la diffusione metastatica dei tumori umani - sottolinea Lollini - , per questo abbiamo sviluppato un sistema-modello che riproduce nei topi la diffusione metastatica dei tumori dell'ovaio e del seno, consentendoci di testare nuove terapie antitumorali in condizioni che rispecchiano quelle umane".

Per il futuro, l'obiettivo è arrivare alla fase di sperimentazione preclinica e proprio per questo gli studiosi sono alla ricerca di ulteriori finanziamenti.http://www.repubblica.it/salute

domenica 24 febbraio 2013

Escrementi di topo e carne scaduta blitz dei carabinieri del Nas: sequestrati alimenti a Roma e Palermo

Riso e preparati per pastella e panatura stoccate nel magazzino aziendale e destinate alla preparazione di prodotti di friggitoria, contaminate da escrementi di topo e di volatili. È questo che si sono trovati davanti i carabinieri dei Nas di Roma e 
Palermo che hanno sequestrato tonnellate di prodotti alimentari potenzialmente pericolosi per la salute dei consumatori presso uno stabilimento alimentare della zona sud ovest della capitale e in uno di Palermo. I titolari di due stabilimenti sono stati denunciati. 

Le feci erano cosparse sulle confezioni, buona parte delle quali rotte e rosicchiate da topi. I carabinieri oltre a constatare la presenza nel locale di numerosi uccelli, hanno trovato in una cella frigo alcuni quintali di carni (bovine e pollame), fresche all'origine e illecitamente congelate (procedura non autorizzata e non prevista dal sistema di autocontrollo adottato dall'azienda), scadute da giorni. I prodotti erano pronti per essere utilizzati nella preparazione di arancini e supplì destinati a rifornire decine di pizzerie e ristoranti della Capitale. 

I militari del Nas capitolino hanno sequestrato oltre 2,5 tonnellate di derrate in cattivo stato di conservazione, nonchè 250 kg di carne impropriamente congelata, per un valore totale di diverse decine di migliaia di euro. I carabinieri del Nas di Palermo, proseguendo gli accertamenti conseguenti il recente sequestro di carni ovine destinate a essere vendute da ambulanti abusivi come stigghiole e malamente congelate dal titolare di un macello, hanno individuato un deposito all'ingrosso di cui è titolare lo stesso soggetto. 

In tale struttura i militari hanno sequestrato 900 kg di carni,congelate in una cella frigo non idonea allo scopo, che presentavano estese bruciature 'da freddò e una copiosa presenza di ghiaccio, conseguenze della rottura dei sacchetti (peraltro non per alimenti) impiegati per il loro stoccaggio. I prodotti sequestrati, del valore di diverse decine di migliaia di euro, verranno distrutti.
http://www.ilmessaggero.it

Il Dna riesce a svelare il segreto dei cattivi odori

Un semplice test genetico rivela se si ha o meno bisogno di un deodorante. La scoperta arriva dallo studio dell'Università di Bristol in Inghilterra, pubblicato sulla rivista «Journal of Investigative Dermatology». Gli scienziati hanno infatti individuato un gene denominato Abcc11, il quale sembra essere il responsabile del cattivo odore del sudore di una persona. È stato dimostrato che più del 75% delle persone che ha questo particolare gene, pur non emettendo il fastidioso e sgradevole odore sotto le ascelle, continua comunque a usare il deodorante. Mentre potrebbe farne tranquillamente a meno. Lo studio ha esaminato un campione di 6.495 donne e ha evidenziato come circa il 2% (cioè 117 su 6.495) ha una rara versione di un particolare gene (Abcc11), che non fa produrre al corpo uno sgradevole odore ascellare, frutto della combinazione tra batteri e ghiandole sudoripare. Tale scoperta per i dermatologi è molto importante: solo il 25% delle persone che, grazie al particolare genotipo, non produce cattivi odori lo sa ed evita di usare profumi. D’altro canto c’è una piccola percentuale (5%) che, nonostante il problema «ascellare» continua a non usare prodotti specifici. Tale studio conferma infatti che, l’uso di sostanze profumate deriva da abitudini e convinzioni socio-culturali, più che da reali esigenze.
http://www.ilmessaggero.it/benessere

Fiori di Bach e benessere. Scopri la floriterapia

Per molti si tratta di semplici fiori, per tante altre persone rappresentano una risorsa naturale per il benessere psico-fisico: i fiori di Bach. Alla base della floriterapia, di cui i fiori di Bach rappresentano una modalità d’intervento, c’è la convinzione di poter superare problematiche di vario genere, dallo stress alla stanchezza, dall’irritabilità alla mancanza di fiducia in se stessi, semplicemente assumendo questi fiori associati ad acqua di fonte. La loro assunzione produrrebbe l’energia necessaria per combattere alcuni disturbi dell’anima. Rispetto ai tradizionali farmaci, i fiori di Bach rappresentano una tecnica naturale e delicata che agirebbe sull’interiorità della persona in maniera continuativa. Tale convinzione deriva dal fatto che Bach, fondatore di questa tecnica, nel suddividere i batteri causa delle malattie principali in 7 gruppi, aveva riscontrato che i soggetti che presentavano la medesima malattia avevano dei caratteri emotivi comuni: per intervenire sulle difficoltà dei vari soggetti iniziò a sperimentare l’utilizzo dei fiori e non dei batteri. La floriterapia utilizza 38 tipi di fiori suddivisi in categoria in base dal disturbo da curare e c’è da sorprendersi! Fiori per la paura, per l’incertezza, per la solitudine, per l’altruismo, l’ipersensibilità e molto altro ancora. Non resta che provare per rendersi conto delle effettive proprietà benefiche.
http://www.ilmessaggero.it/benessere

L’ombelico è in grado di svelare se si è fertili

Sono molte le forme che un ombelico può assumere: incavato o sporgente, rotondo o «a mandorla» a seconda del tipo di cicatrizzazione avvenuta dopo il taglio del cordone al momento della nascita. In realtà questa parte del corpo nasconderebbe qualcos’altro. Una ricerca condotta dall’Università di Helsinki da alcuni scienziati scandinavi rivelerebbe che la forma assunta nel corso del tempo può rappresentare nelle donne un utile indicatore di fertilità e fecondità. «L’ombelico e la zona circostante – spiega Aki Sinkonnen, coordinatore della ricerca, sul «Faseb Journal» –, sono indicatori del vigore individuale. La simmetria, la forma e la posizione dell’ombelico potrebbero quindi essere utilizzati per stimare il potenziale riproduttivo nelle donne, compresi i rischi di trasmissione materna di malattie geneticamente determinate». Durante la gravidanza l’ombelico permette al nascituro di ricevere ossigeno e nutrimento; subito dopo il parto, il cordone si rompe e al suo posto rimane la cicatrice, ovvero l'ombelico, che assume forme diverse più o meno gradite all’individuo. Sinkonnen ha scoperto che le persone preferiscono gli ombelichi a forma di ovale verticale e quelli a forma di T. Soprattutto sono maggiormente apprezzati quelli non prominenti. «È evidente che l'ombelico ha un ruolo di segnale dello stato di salute di un individuo - ha spiegato Sinkonnen -, e credo che lo screening dell'ombelico dovrebbe essere usato proprio per prevenire il rischio di anomalie genetiche». Da qui l’ipotesi che la forma dell’ombelico influenzi l’uomo sulla capacità di far figli della donna. Una teoria davvero strana che, necessita, sicuramente di ulteriori riscontri.http://www.ilmessaggero

sabato 23 febbraio 2013

paella valenciana


Ingredienti per 4 persone:300 gr di riso
2 salsicce
3 coscette di pollo
100 gr di lonza di maiale
300 gr di cozze
2 calamari
300 gr di gamberi
4 scampi
150 gr di piselli
2 peperoni
100 ml di vino bianco
500 ml di brodo
1 cipolla
1 spicchio d’aglio
1 cucchiaino di paprika
1 bustina di zafferano
Procedimento:
Sbollentare i piselli per 5 minuti e tenerli da parte.Far arrostire i peperoni su una griglia quindi spellarli, tagliarli a listarelle e metteteli da parte.
In una grossa wok far appassire la cipolla tritata in qualche cucchiaio di olio extravergine d’oliva. Aggiungere i fuselli di pollo e farli rosolare una decina di minuti sfumando a metà cottuta con la metà del vino bianco.
Sollevare i fusi di pollo e tenerli da parte.
Nella stessa wok in cui avete cotto in precedenza il pollo, aggiungere la salsiccia sbriciolata ,la lonza tagliata a pezzetti e la parika e far cuocere per 5 minuti sfumando le carni con il resto del vino.
Nel frattempo eliminare la pelle dal pollo e tagliare la carne a pezzettini, quindi aggiungerla nella wok con le altre carni.
Aggiungere i piselli e i peperoni, mescolare il tutto, aggiustate di sale e terminare la cottura.
Nel frattempo pulire i calamari e sgusciare i gamberi.
In una padella a parte far soffriggere uno spicchio d’aglio nell’olio, sollevarlo e aggiungere i calamari tagliati ad anelli.
Aggiungere i gamberi , aggiustate di sale e far cuocere  gamberi e calamari per un paio di minuti.
Preparare del brodo e disciogliere all’interno una bustina di zafferano.
Accendete il forno a 180°
Andare ora ad assemblare la paella valenciana.
In una paellera (io ho adattato una teglia da forno dai bordi bassi) versare le carni con le verdure e il pesce con i loro sughi di cottura e mescolare il tutto.

Aggiungere il riso e coprire a filo con il brodo bollente in cui avete disciolto lo zafferano.
Disporre gli scampi a croce sulla paella, coprire con della carta argentata e infornare la pèaella valenciana a 180° e cuocere per circa 20 minuti.
Durante la cottura, pulire le cozze.
Far cuocere le cozze in padella con un coperchio finchè non si aprano le valve.
Se trascorsi i 20 minuti nella paellera dovesse esserci ancora brodo, ultimare la cottura della paella sui fuochi fino al completo assorbimento del liquido.
Servite la paella valenciana in tavola guarnendola con le cozze e se volete degli spicchi di limone..

coppe ai marroni

Ingredienti per 6 persone:
500 gr. di panna da montare
300 gr. di confettura di marroni
6 savoiardi
Maraschino 2 cucchiai
Zucchero semolato 2 cucchiai
Gocce di cioccolato 6 cucchiai
Marron glacé 12
6 cialde al cioccolato tipo sigarette



Preparazione:
Montare nella planetaria o con le fruste la panna ben fredda, mantenendola piuttosto morbida e lucida. Unire alla panna la confettura di marroni (eventualmente frullata con un frullatore ad immersione se presenta dei pezzi di marroni interi), mescolando con delicatezza con movimenti dal basso verso l'alto; tenere da parte.

Mettere sul fondo di ciascuna coppa un savoiardo diviso a metà e bagnato in uno sciroppo preparato mescolando lo zucchero, il maraschino e una tazza d'acqua. Distribuire sui savoiardi una cucchiaiata di gocce di cioccolato e una marron glacé sbriciolato. Coprire tutto con la mousse di panna e castagne fatta uscire dalla sac a poche con bocchetta spizzata. Spolverizzare con pochissimo cacao amaro e decorare con un marron glacé e due cialde al cioccolato.