Etichette
- bellezza (25)
- consigli (17)
- curiosità (1)
- frasi d'amore (63)
- frasi di vita (176)
- i vostri post (13)
- in cucina con il leone (20)
- link animati (28)
- musica (30)
- notizie (24)
- poesie (4)
- salute (48)
mercoledì 18 dicembre 2013
"Anche questa passerà..."
Fu la mia nonna a insegnarmi queste preziose parole, da usare in qualsiasi momento della vita.
Quando tutto appare irreversibilmente terribile.
Quando tutto appare assolutamente spaventoso, quando tutto appare stupendo e magnifico e meraviglioso pronuncia dentro di te queste parole...
darai alle cose il loro giusto valore.
(C. Rainer)
martedì 17 dicembre 2013
LA LEGGENDA DELLA STELLA DI NATALE… (leggetela)
Era la vigilia di Natale, in fondo alla cappella, Lola, una piccola messicana, in lacrime pregava:
“Per favore Dio mio, aiutami! Come potrò dimostrare al bambino Gesù che lo amo? non ho niente, neanche un fiore da mettere a piedi del suo presepe”
D’un colpo apparve una bellissima luce e Lola vide apparire accanto a lei il suo angelo custode.
“Gesù sa che lo ami, Lola, lui sa quello che fai per gli altri. Raccogli solo qualche fiore sul bordo della strada e portalo qui.” disse l’angelo.
“Ma sono delle cattive erbe, quelle che si trovano sul bordo della strada” rispose la bambina.
“Non sono erbe cattive, sono solo piante che l’uomo non ha ancora scoperto quello che Dio desidera farne.” disse l’angelo con un sorriso .
Lola uscì e qualche minuto più tardi entrò nella cappella con in braccio un mazzo di verdure che depositò con rispetto davanti al presepe in mezzo ai fiori che gli altri abitanti del villaggio avevano portato. Poco dopo nella cappella si senti un breve sussurro, le erbe cattive portate da Lola si erano trasformate in bellissimi fiori rossi, rosso fuoco.
Da quel giorno le stelle di Natale in Messico sono chiamate “Flores de la Noce Buena”, fiori della Santa Notte
Nel 1825 Joel Poinsett, ambasciatore americano in Messico, riportò in America semi di Stelle di Natale e le fece conoscere in tutto il mondo!
“Per favore Dio mio, aiutami! Come potrò dimostrare al bambino Gesù che lo amo? non ho niente, neanche un fiore da mettere a piedi del suo presepe”
D’un colpo apparve una bellissima luce e Lola vide apparire accanto a lei il suo angelo custode.
“Gesù sa che lo ami, Lola, lui sa quello che fai per gli altri. Raccogli solo qualche fiore sul bordo della strada e portalo qui.” disse l’angelo.
“Ma sono delle cattive erbe, quelle che si trovano sul bordo della strada” rispose la bambina.
“Non sono erbe cattive, sono solo piante che l’uomo non ha ancora scoperto quello che Dio desidera farne.” disse l’angelo con un sorriso .
Lola uscì e qualche minuto più tardi entrò nella cappella con in braccio un mazzo di verdure che depositò con rispetto davanti al presepe in mezzo ai fiori che gli altri abitanti del villaggio avevano portato. Poco dopo nella cappella si senti un breve sussurro, le erbe cattive portate da Lola si erano trasformate in bellissimi fiori rossi, rosso fuoco.
Da quel giorno le stelle di Natale in Messico sono chiamate “Flores de la Noce Buena”, fiori della Santa Notte
Nel 1825 Joel Poinsett, ambasciatore americano in Messico, riportò in America semi di Stelle di Natale e le fece conoscere in tutto il mondo!
domenica 15 dicembre 2013
La peggiore malattia oggi è il non sentirsi desiderati nè amati, il sentirsi abbandonati. Vi sono molte persone al mondo che muoiono di fame, ma un numero ancora maggiore muore per mancanza d’amore. Ognuno ha bisogno di amore. Ognuno deve sapere di essere desiderato, di essere amato, e di essere importante per Dio. Vi è fame d’amore, e vi è fame di Dio. (Madre Teresa di Calcutta)
un angelo...(leggetela tutta)
Un angelo scappò dal paradiso per trascorrere la giornata vagando sulla terra.
Al tramonto decise di portarsi via dei ricordi di quella visita. In un giardino c'erano delle rose: colse le più belle e compose un mazzo da portare in paradiso. Un po' più in là un bambino sorrideva alla madre. Poiché il sorriso era molto più bello del mazzo di rose, prese anche quello. Stava per ripartire quando vide la mamma che guardava con amore il suo piccolo nella culla. L'amore fluiva come un fiume in piena e l'angelo disse a se stesso: "L'amore di quella mamma è la cosa più bella che c'è sulla terra, perciò prenderò anche quello".
Volò verso il cielo, ma prima di passare i cancelli perlacei, decise di esaminare i ricordi per vedere come si erano conservati durante il viaggio. I fiori erano appassiti, il sorriso del bambino era svanito, ma l'amore della mamma era ancora là in tutto il suo calore e la sua bellezza. Scartò i fior appassiti e il sorriso svanito, chiamò intorno a se tutti gli ospiti del cielo disse: "Ecco l'unica cosa che ho trovato sulla terra e che ha mantenuto la sua bellezza nel viaggio per il paradiso: L'amore di una mamma.
Al tramonto decise di portarsi via dei ricordi di quella visita. In un giardino c'erano delle rose: colse le più belle e compose un mazzo da portare in paradiso. Un po' più in là un bambino sorrideva alla madre. Poiché il sorriso era molto più bello del mazzo di rose, prese anche quello. Stava per ripartire quando vide la mamma che guardava con amore il suo piccolo nella culla. L'amore fluiva come un fiume in piena e l'angelo disse a se stesso: "L'amore di quella mamma è la cosa più bella che c'è sulla terra, perciò prenderò anche quello".
Volò verso il cielo, ma prima di passare i cancelli perlacei, decise di esaminare i ricordi per vedere come si erano conservati durante il viaggio. I fiori erano appassiti, il sorriso del bambino era svanito, ma l'amore della mamma era ancora là in tutto il suo calore e la sua bellezza. Scartò i fior appassiti e il sorriso svanito, chiamò intorno a se tutti gli ospiti del cielo disse: "Ecco l'unica cosa che ho trovato sulla terra e che ha mantenuto la sua bellezza nel viaggio per il paradiso: L'amore di una mamma.
LA BICICLETTA DI DIO… ( leggetela )
In una calda sera d’estate, un giovane si recò da un vecchio saggio: “Maestro, come posso essere sicuro che tutto ciò che faccio è quello che Dio mi chiede di fare?”.
Il vecchio saggio sorrise compiaciuto e disse: “Una notte mi addormentai con il cuore turbato; anche io cercavo, inutilmente, una risposta a queste domande.
Poi feci un sogno: Sognai una bicicletta a due posti: un tandem. E notai che Dio stava dietro e mi aiutava a pedalare.
Ma poi avvenne che Dio mi suggerì di scambiarci i posti.
Acconsentii e da quel momento la mia vita non fu più la stessa. Dio la rendeva più felice ed emozionante.
Che cosa era successo da quando ci scambiammo i posti?
Capii che quando guidavo io, conoscevo la strada. Era piuttosto noiosa e prevedibile. Era sempre la distanza più breve tra due punti.
Ma quando cominciò a guidare Lui, conosceva bellissime scorciatoie, su per le montagne, attraverso luoghi rocciosi a gran velocità a rotta di collo.
Tutto quello che riuscivo a fare, era tenermi in sella!
Anche se sembrava una pazzia, Lui continuava a dire: “Pedala, pedala!”.
Ogni tanto mi preoccupavo, diventavo ansioso e chiedevo: “Signore, ma dove mi stai portando?”.
Egli si limitava a sorridere e non rispondeva. Tuttavia, non so come, cominciai a fidarmi.
Presto dimenticai la mia vita noiosa ed entrai nell’avventura e quando dicevo: “Signore, ho paura…”, Lui si sporgeva indietro, mi toccava la mano e subito un’immensa serenità si sostituiva alla paura.
Mi portò da gente con doni di cui avevo bisogno; doni di guarigione, accettazione e gioia.
Mi diedero i loro doni da portare con me lungo il viaggio.
Il nostro viaggio, vale a dire, di Dio e mio. E ripartimmo.
Mi disse: “Dai via i regali, sono bagagli in più, troppo peso”.
Così li regalai a persone che incontrammo, e trovai che nel regalare ero io a ricevere e il nostro fardello era comunque leggero.
Dapprima non mi fidavo di Lui, al comando della mia vita.
Pensavo che l’avrebbe condotta al disastro.
Ma Lui conosceva i segreti della bicicletta, sapeva come farla inclinare per affrontare gli angoli stretti, saltare per superare luoghi pieni di rocce, volare per abbreviare passaggi paurosi.
E io sto imparando a star zitto e pedalare nei luoghi più strani e comincio a godermi il panorama e la brezza fresca sul volto con il delizioso compagno di viaggio, la mia potenza superiore.
E quando sono certo di non farcela più ad andare avanti, Lui si limita a sorridere e dice: “Non ti preoccupare, guido io, tu pedala”.
Il vecchio saggio sorrise compiaciuto e disse: “Una notte mi addormentai con il cuore turbato; anche io cercavo, inutilmente, una risposta a queste domande.
Poi feci un sogno: Sognai una bicicletta a due posti: un tandem. E notai che Dio stava dietro e mi aiutava a pedalare.
Ma poi avvenne che Dio mi suggerì di scambiarci i posti.
Acconsentii e da quel momento la mia vita non fu più la stessa. Dio la rendeva più felice ed emozionante.
Che cosa era successo da quando ci scambiammo i posti?
Capii che quando guidavo io, conoscevo la strada. Era piuttosto noiosa e prevedibile. Era sempre la distanza più breve tra due punti.
Ma quando cominciò a guidare Lui, conosceva bellissime scorciatoie, su per le montagne, attraverso luoghi rocciosi a gran velocità a rotta di collo.
Tutto quello che riuscivo a fare, era tenermi in sella!
Anche se sembrava una pazzia, Lui continuava a dire: “Pedala, pedala!”.
Ogni tanto mi preoccupavo, diventavo ansioso e chiedevo: “Signore, ma dove mi stai portando?”.
Egli si limitava a sorridere e non rispondeva. Tuttavia, non so come, cominciai a fidarmi.
Presto dimenticai la mia vita noiosa ed entrai nell’avventura e quando dicevo: “Signore, ho paura…”, Lui si sporgeva indietro, mi toccava la mano e subito un’immensa serenità si sostituiva alla paura.
Mi portò da gente con doni di cui avevo bisogno; doni di guarigione, accettazione e gioia.
Mi diedero i loro doni da portare con me lungo il viaggio.
Il nostro viaggio, vale a dire, di Dio e mio. E ripartimmo.
Mi disse: “Dai via i regali, sono bagagli in più, troppo peso”.
Così li regalai a persone che incontrammo, e trovai che nel regalare ero io a ricevere e il nostro fardello era comunque leggero.
Dapprima non mi fidavo di Lui, al comando della mia vita.
Pensavo che l’avrebbe condotta al disastro.
Ma Lui conosceva i segreti della bicicletta, sapeva come farla inclinare per affrontare gli angoli stretti, saltare per superare luoghi pieni di rocce, volare per abbreviare passaggi paurosi.
E io sto imparando a star zitto e pedalare nei luoghi più strani e comincio a godermi il panorama e la brezza fresca sul volto con il delizioso compagno di viaggio, la mia potenza superiore.
E quando sono certo di non farcela più ad andare avanti, Lui si limita a sorridere e dice: “Non ti preoccupare, guido io, tu pedala”.
lunedì 9 dicembre 2013
Ecco le cellule che curano la leucemia e altre forme di cancro del sangue
L’utilizzo di cellule T bio-ingenirizzate, in un nuovo studio ha mostrato che queste sono attive contro la leucemia linfoblastica acuta (LLA), eliminandola del tutto già dopo un mese di trattamento, con un successo dell’89%
Il trattamento con cellule T riprogrammate ha dato ottimi risultati nella cura della leucemia linfoblastica acuta. Foto: Su licenza Creative Commons/VashiDonsk
Nuove reali speranze per i pazienti ammalati di una delle forme di leucemia più aggressive, la leucemia linfoblastica acuta (ALL o LLA) e altre forme di cancro del sangue, arrivano da un nuovo studio condotto dai ricercatori statunitensi dell’Ospedale dell’Università della Pennsylvania e dell’Ospedale pediatrico di Philadelphia.
In questo studio, i ricercatori hanno utilizzato delle cellule T bioingenerizzate che hanno attaccato la leucemia e hanno mostrato un successo di quasi il 90% in pazienti adulti e bambini, i quali non hanno più mostrato di essere affetti dal cancro dopo il trattamento con questa terapia cellulare personalizzata, atta a riprogrammare il sistema immunitario.
I pazienti coinvolti erano in tutto 27, di cui cinque adulti e ventidue bambini, tutti affetti da leucemia linfoblastica acuta. I partecipanti sono stati sottoposti a un trattamento con le cellule T personalizzate, frutto dell’ingegneria genetica, chiamate “CTL019”.
Gli autori della ricerca, di cui l’oncologo pediatrico Stephan A. Grupp che ha coordinato lo studio clinico e il dott. Michael Kalos, hanno presentato i risultati del follow-up durante l’annual Meeting of the American Society of Hematology (ASH) a New Orleans.
«I nostri risultati sono un’importante altra pietra miliare per dimostrare le potenzialità di questa terapia cellulare per i pazienti che non hanno altre opzioni terapeutiche – ha spiegato il prof. Grupp nel comunicato del Children’s Hospital of Philadelphia – Siamo anche molto contenti che questo approccio abbia funzionato ed è stato sicuro anche nei pazienti che hanno avuto una recidiva dopo un trapianto di midollo osseo».
Tra i pazienti, la prima a essere sottoposta alla terapia è stata una bambina di 8 anni di nome Emily Whitehead, che è risultata non avere più cellule cancerose nel corpo dopo il trattamento con le cellule T personalizzate eseguito nel mese di aprile 2012. Dopo la cura Emily ha continuato a svolgere le normali e tipiche attività dell’infanzia: come andare a scuola e giocare con il suo cane. La bambina è stata oggetto di numerose interviste, articoli e servizi Tv da dopo che i medici avevano annunciato i commoventi risultati nel corso della riunione di dicembre 2012 dell’ASH.
Sebbene durante il periodo di follow-up, vi siano state 6 recidive tra i 24 pazienti con risposta completa, i successi sono stati dell’89%. Nello specifico, vi sono stati 18 dei 24 pazienti pediatrici e adulti che hanno avuto risposte totali e complete nel corso del follow-up mediano di 2,6 mesi dopo il trattamento.
Le cellule T bioingenerizzate utilizzate in questo nuovo tipo di cura agiscono come dei veri e propri cacciatori di cellule cancerose, che vengono catturate e uccise. Le cellule cancerose in genere riescono a eludere la sorveglianza delle normali cellule T, ecco perché la scelta di impiegare cellule prelevate dal paziente e poi modificate in laboratorio e riprogrammate in modo da essere specializzate nella caccia alle cellule cancerose.
Queste “nuove” cellule si legano a una proteina chiamata “CD19”, che esiste solo sulla superficie delle cellule B. Poi, le cellule T riprogrammate vengono restituite al corpo del paziente, dove proliferano ed eliminano le cellule B. Inoltre, restano in circolazione nell’organismo contribuendo a evitare la ricorrenza del cancro.
http://www.lastampa.it/2013/12/09/scienza/benessere/medicina/ecco-le-cellule-che-curano-la-leucemia-e-altre-forme-di-cancro-del-sangue-Lyq794VAcqNORw5wa0lyUK/pagina.html
Il trattamento con cellule T riprogrammate ha dato ottimi risultati nella cura della leucemia linfoblastica acuta. Foto: Su licenza Creative Commons/VashiDonsk
Nuove reali speranze per i pazienti ammalati di una delle forme di leucemia più aggressive, la leucemia linfoblastica acuta (ALL o LLA) e altre forme di cancro del sangue, arrivano da un nuovo studio condotto dai ricercatori statunitensi dell’Ospedale dell’Università della Pennsylvania e dell’Ospedale pediatrico di Philadelphia.
In questo studio, i ricercatori hanno utilizzato delle cellule T bioingenerizzate che hanno attaccato la leucemia e hanno mostrato un successo di quasi il 90% in pazienti adulti e bambini, i quali non hanno più mostrato di essere affetti dal cancro dopo il trattamento con questa terapia cellulare personalizzata, atta a riprogrammare il sistema immunitario.
I pazienti coinvolti erano in tutto 27, di cui cinque adulti e ventidue bambini, tutti affetti da leucemia linfoblastica acuta. I partecipanti sono stati sottoposti a un trattamento con le cellule T personalizzate, frutto dell’ingegneria genetica, chiamate “CTL019”.
Gli autori della ricerca, di cui l’oncologo pediatrico Stephan A. Grupp che ha coordinato lo studio clinico e il dott. Michael Kalos, hanno presentato i risultati del follow-up durante l’annual Meeting of the American Society of Hematology (ASH) a New Orleans.
«I nostri risultati sono un’importante altra pietra miliare per dimostrare le potenzialità di questa terapia cellulare per i pazienti che non hanno altre opzioni terapeutiche – ha spiegato il prof. Grupp nel comunicato del Children’s Hospital of Philadelphia – Siamo anche molto contenti che questo approccio abbia funzionato ed è stato sicuro anche nei pazienti che hanno avuto una recidiva dopo un trapianto di midollo osseo».
Tra i pazienti, la prima a essere sottoposta alla terapia è stata una bambina di 8 anni di nome Emily Whitehead, che è risultata non avere più cellule cancerose nel corpo dopo il trattamento con le cellule T personalizzate eseguito nel mese di aprile 2012. Dopo la cura Emily ha continuato a svolgere le normali e tipiche attività dell’infanzia: come andare a scuola e giocare con il suo cane. La bambina è stata oggetto di numerose interviste, articoli e servizi Tv da dopo che i medici avevano annunciato i commoventi risultati nel corso della riunione di dicembre 2012 dell’ASH.
Sebbene durante il periodo di follow-up, vi siano state 6 recidive tra i 24 pazienti con risposta completa, i successi sono stati dell’89%. Nello specifico, vi sono stati 18 dei 24 pazienti pediatrici e adulti che hanno avuto risposte totali e complete nel corso del follow-up mediano di 2,6 mesi dopo il trattamento.
Le cellule T bioingenerizzate utilizzate in questo nuovo tipo di cura agiscono come dei veri e propri cacciatori di cellule cancerose, che vengono catturate e uccise. Le cellule cancerose in genere riescono a eludere la sorveglianza delle normali cellule T, ecco perché la scelta di impiegare cellule prelevate dal paziente e poi modificate in laboratorio e riprogrammate in modo da essere specializzate nella caccia alle cellule cancerose.
Queste “nuove” cellule si legano a una proteina chiamata “CD19”, che esiste solo sulla superficie delle cellule B. Poi, le cellule T riprogrammate vengono restituite al corpo del paziente, dove proliferano ed eliminano le cellule B. Inoltre, restano in circolazione nell’organismo contribuendo a evitare la ricorrenza del cancro.
http://www.lastampa.it/2013/12/09/scienza/benessere/medicina/ecco-le-cellule-che-curano-la-leucemia-e-altre-forme-di-cancro-del-sangue-Lyq794VAcqNORw5wa0lyUK/pagina.html
domenica 8 dicembre 2013
Nocciole per il benessere di tutto il corpo
Un piccolo miracolo della natura, racchiuso in un guscio. La nocciola è una miniera di sostanze benefiche per l’organismo: ricca di vitamina E è un antiossidante naturale che contrasta i radicali liberi e previene l’invecchiamento cellullare. In più ha un alto potere energetico, combatte il colesterolo «cattivo» e anche le sue foglie vengono utilizzate come antinfiammatorio e astringente. A Caprarola per celebrarne le virtù si è svolta la «Giornata della Nocciola», nelle ex Scuderie di Palazzo Farnese.
Negli ultimi due anni sono state effettuate ricerche e campagne di marketing tese a studiare non solo le proprietà nutrizionali del frutto, ma anche il suo impatto sui territori in cui è coltivata e attestare i numeri della produzione nazionale, che corrisponde a 128mila t distribuita su un territorio che comprende Campania, Lazio, Piemonte e Sicilia.
I consumi sono in crescita, anche grazie all’industria dolciaria e a Vinitaly che propone le nocciole come snack da gustare in compagnia dei migliori vini italiani: il messaggio veicolato dalla manifestazione fa intendere la nocciola come un cibo da assumere quotidianamente per combattere i segni del età e più in generale come strumento utile al benessere dell’organismo.
http://salute.ilmessaggero.it/alimentazione/notizie/benessere_di_tutto_il_corpo/345030.shtml
Negli ultimi due anni sono state effettuate ricerche e campagne di marketing tese a studiare non solo le proprietà nutrizionali del frutto, ma anche il suo impatto sui territori in cui è coltivata e attestare i numeri della produzione nazionale, che corrisponde a 128mila t distribuita su un territorio che comprende Campania, Lazio, Piemonte e Sicilia.
I consumi sono in crescita, anche grazie all’industria dolciaria e a Vinitaly che propone le nocciole come snack da gustare in compagnia dei migliori vini italiani: il messaggio veicolato dalla manifestazione fa intendere la nocciola come un cibo da assumere quotidianamente per combattere i segni del età e più in generale come strumento utile al benessere dell’organismo.
http://salute.ilmessaggero.it/alimentazione/notizie/benessere_di_tutto_il_corpo/345030.shtml
Iscriviti a:
Post (Atom)





