lunedì 18 marzo 2013

La dieta delle 500, l’ultima moda in fatto di perdita di peso


LM&SDP
Si può popolarmente chiamare la “dieta delle 500”, che non ha a che fare con l’omonima automobile, ma che riguarda le calorie. Un programma dietetico che, se vogliamo utilizzare una metafora automobilistica, accelera la perdita di peso: un obiettivo che si fa sempre più pressante con l’arrivo della bella stagione e della fatidica prova bikini.

La dieta in questione sta spopolando nel Regno Unito, dove frotte di donne l’hanno intrapresa con la speranza di buttare la zavorra dei chili di troppo.
Il successo pare sia dovuto alla semplicità della dieta che prevede l’assunzione di sole 500 calorie, per due giorni a settimana.

E’ una dieta veloce  – questo è anche il titolo del libro che l’accompagna “The Fast Diet” – che promette risultati in breve tempo. L’idea è venuta al dottor Michael Mosley, insieme alla scrittrice Mimi Spencer, riporta People.com. Basta seguire le indicazioni per i due giorni a settimana, e poi i restanti cinque giorni si può mangiare quello che si vuole.
«Non si tratta di digiuno – sottolinea Mosley – E’ solo una pausa dalla normale routine. Non è come una dieta normale, dove si pensa a questa tutto il tempo. Il bello è che si ottengono [risultati] seguendo una vita normale».

Come sempre accade, ci sono tuttavia gli scettici e i preoccupati: secondo alcuni esperti, limitarsi ad assumere un quarto delle calorie giornaliere consigliate, per due giorni a settimana, potrebbe essere dannoso.
«[Assumere] cinquecento calorie al giorno è potenzialmente pericoloso – sottolinea il dottor David L. Katz, direttore del Centro di Prevenzione della Yale University Research – Ci può essere il rischio di rallentare il metabolismo. Probabilmente può innescare anche mal di testa e far sentire distratti».
Altri esperti sostengono che questa è l’ennesima dieta spazzatura che può determinare gravi carenze nutrizionali.

Quale che sia la verità, anche se gli autori sostengono funzioni e il successo ne confermi gli effetti, prima di lanciarsi in una qualsiasi dieta è sempre bene parlarne con il proprio medico o nutrizionista – giusto per evitare di incorrere in spiacevoli conseguenze. 

sabato 16 marzo 2013

A ogni viso il suo taglio


DANIELA GIAMBRONE
La forza di un hairlook sta nel livello di adeguatezza. Ovvero, più è centrato sulle caratteristiche personali più funziona anche con piccoli accorgimenti. La regola d'oro per scegliere un taglio senza errori è quella di osservare la forma del viso e orientarsi su soluzioni in grado di valorizzarlo. Vediamo come. Viso quadratoEssendo un tipo di viso molto caratterizzato e dai tratti decisi, per trovare l'equilibrio è necessario addolcire i lineamenti. Sì a tutte le forme rotonde che regalano morbidezza: fronte scoperta, riga laterale, ciuffi sfilati per accarezzare il volto nei punti giusti. Il volume deve essere distribuito soprattutto sulla parte alta della testa, per compensare le mascelle, mentre nel caso di capelli ricci lo stile afro fintamente disordinato è perfetto. La lunghezza ideale è quella di un bob lungo, portato a sfiorare le spalle. I no da ricordare sono: via la frangia perché enfatizza le mascelle, via i tagli netti e geometrici perché esasperano la durezza dei tratti, via il tie-dye (ovvero le radici scure e le punte chiare) perché portano l'attenzione sulle solite mascelle. Viso triangolareAnche detto a cuore, questo tipo di viso si caratterizza per un mento particolarmente allungato, a volte aguzzo. Per bilanciare, la frangia spessa e raso sopracciglia è perfetta. Così come la riga centrale per chi porta i capelli lunghi. Il volume deve essere più esasperato sulla nuca, per riempire il vuoto determinato dal mento. Se si vuole portare la riga laterale deve essere estrema, ovvero tracciata a tre quarti della testa. I corti sono ammessi, con ciuffi sfilati e look alla garçonne. Gli errori da evitare: non lasciare mai le orecchie scoperte portando i capelli all'indietro perché si sottolinea lo slancio verso il basso del viso. Niente frangia grafica e irregolare perché confonde i lineamenti e fa perdere le proporzioni. Viso tondoDa non confondere con il viso ovale, chi lo ha rotondo tende a un aspetto più paffuto. Il punto debole sono infatti le guance, che con il taglio giusto possono essere visivamente snellite. Una buona soluzione è il caschetto geometrico con frangia piena, che incornicia le rotondità in un quadro di linee dritte. Il volume, soprattutto nel caso del riccio, dovrebbe essere esaltato solo nei punti giusti, perché la criniera regolare sottolinea le forme tonde. Se si preferiscono le lunghezze, la riga centrale e uno styling molto naturale aiutano ad allungare il viso. Anche gli chignon morbidi o le code di cavallo con ciuffi liberi a incorniciare il volto sono acconciature adeguate. Cosa evitare? Il look tiratissimo - a effetto bagnato come no - per quanto molto elegante è meglio dimenticarlo perché mette in risalto le guanciotte.
(a cura di ESTETICA)

venerdì 15 marzo 2013

Intraprendente e romantico. Così deve essere l'uomo ideale secondo una donna su tre

http://www.ilmessaggero.it/benessere/esseredonna/intraprendente_e_romantico_cos_deve_essere_luomo_ideale_secondo_una_donna_su_tre_/notizie/256620.shtml
Sensualità del modello latino (32%), romanticismo alla francese (25%) e la tranquillità dell’uomo orientale (23%). È l’uomo che sogna 1 donna su tre che, pur di incontrarlo, sarebbe disposta
a cambiare abitudini e città. Basta quindi con uomini titubanti e con poca iniziativa. E’ quanto emerge da un’indagine condotta dalla gamma di caffè golosi di Nescafé in occasione del lancio sulla pagina Facebook di Nescafé dell’iniziativa digital «Il tuo minuto di piacere». L’indagine è realizzata mediante la metodologia WOA (Web Opinion Analysis) attraverso un monitoraggio on line sui principali social network – Facebook, Twitter, YouTube – blog e community interattive, coinvolgendo circa 1300 utenti-donne tra i 25 e i 55 anni per capire quali caratteristiche deve avere il l’uomo ideale. Risultato: cosa non va proprio giù alle donne in un uomo? L’insicurezza (56%) e la mancanza d’iniziativa (47%). L’affermare che l’uomo di oggi «non sa mai decidere» o «non ha polso», sono le maggiori accuse rivolte dal gentil sesso. Altre detestano la mancanza di romanticismo (41%), e la poca mascolinità (31%) dimostrata. Cosa contribuisce a rendere poco interessante un uomo? Secondo una donna su 3 (35%) il principale motivo che lo rende poco affascinante è il fatto di essere distratto e preso dai problemi quotidiani che non gli permettono di dedicarsi a lei nel giusto modo. Altre gli rimproverano di dare troppo tempo agli amici (25%) e di essere ancora legato alla mamma (22%). Perché le donne vogliono un vero maschio, capace di infondere sicurezza e decisione già dal look (36%). Il gentil sesso sogna quindi un uomo protettivo, capace di ricoprire d’attenzioni una donna (44%), di farla ridere (34%) e con la giusta dose di romanticismo (31%). «Vorrei un uomo che mi trasmetta sicurezza» e «avrei bisogno di qualcuno al mio fianco che sappia conquistarmi con il suo atteggiamento che sia burbero e tenero allo stesso tempo»: sono alcune delle principali richieste delle donne sul web.

La radioterapia contro il cancro al seno può danneggiare il cuore


LM&SDP
Niente allarmismi ingiustificati, ma le donne che si sono sottoposte a radioterapia – anche a basse dosi – per trattare il tumore al seno sono più a rischio di sviluppare problemi cardiaci in seguito.
Questo quanto suggerisce uno studio appena pubblicato sul New England Journal of Medicine.

Gli specialisti ricordano che la priorità è il trattamento del cancro, tuttavia il rischio per il cuore esiste, anche se piccolo.
Lo studio è stato condotto dai ricercatori britannici dell’Università di Oxford, guidati dalla dottoressa Sarah Darby. Sono state coinvolte 2.168 donne con diagnosi di cancro al seno provenienti da Svezia e Danimarca, e trattate con le radiazioni.
Dal totale delle partecipanti, durante il periodo d’osservazione, 963 hanno subìto un attacco di cuore. Di queste, qualcuna ha necessitato di una procedura di ricanalizzazione arteriosa; altre sono morte per cause legate a problemi di cuore o arterie diversi anni dopo il trattamento con le radiazioni. Le restanti 1.205 pazienti non hanno sviluppato problemi cardiaci.

Al fine di valutare l’entità dell’esposizione alle radiazioni per ogni paziente, i ricercatori hanno utilizzato una misura che viene chiamata “scala di grigi”, che mostra il grado di assorbimento delle radiazioni da parte dei tessuti. Nello specifico, si è cercato di stimare quante unità di grigio hanno raggiunto il cuore e le arterie delle pazienti, a seguito della terapia con le radiazioni.
In media, le pazienti hanno assorbito da 1 a 5 unità di grigio. Media che aumentava se il tumore trattato si trovava nel seno sinistro. Il rischio di malattia cardiaca e morte relativa aumentava di circa il 7 per cento per ogni unità di grigio assorbita. Questo rischio si manifestava per la prima volta dopo cinque anni dal trattamento radioterapico e persisteva per almeno vent’anni.

Il dilemma che si pone a questo punto è se si debba rinunciare al trattamento contro il cancro per proteggere cuore e arterie. Gli scienziati sono tutti concordi che la priorità vada data alla cura contro il cancro, anche perché si stanno studiando nuovi modi per proteggere cuore e arterie dal possibile danno indotto dalle radiazioni.
In attesa di nuove conferme e rassicurazioni, ogni donna è bene sia comunque informata su quali siano i pro e i contro di una terapia con le radiazioni.

mercoledì 13 marzo 2013

Papa Francesco I (Jorge Mario Bergoglio)


Nato in una famiglia di origine piemontese, ha studiato dapprima come tecnico chimico, poi in seminario, quindi nel 1958 è entrato a far parte come novizio della Compagnia di Gesù, trascorrendo un periodo in Cile e tornando a Buenos Aires per laurearsi in filosofia.
Dal 1964 ha insegnato per tre anni letteratura e psicologia nei collegi di Santa Fe e Buenos Aires, ricevendo poi l'ordinazione sacerdotale il 13 dicembre 1969.
Dopo altre esperienze di insegnamento e la nomina a Provinciale dell'Argentina è stato rettore della facoltà di teologia e filosofia a San Miguel e, nel 1986 è stato in Germania per il completamento del dottorato, prima del ritorno in patria, nella città di Córdoba, dove è diventato direttore spirituale e confessore della locale chiesa della Compagnia di Gesù.
Il 20 maggio 1992 è nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires e titolare di Auca.
Il 3 giugno 1997 è nominato arcivescovo coadiutore di Buenos Aires. Succede alla medesima sede il 28 febbraio 1998, a seguito della morte del cardinale Antonio Quarracino. Diventa così primate d'Argentina. Dal 6 novembre dello stesso anno è anche ordinario per i fedeli di rito orientale in Argentina.
Dopo la nomina cardinalizia da parte di papa Giovanni Paolo II, il 21 febbraio 2001 con il titolo di San Roberto Bellarmino, è stato eletto a capo della Conferenza Episcopale Argentina, dal 2005 al 2011, Bergoglio è stato da sempre considerato uno dei candidati più in vista per l'elezione a Pontefice nel conclave del 2005. Pur se tradizionalmente il presule aveva sempre rifiutato incarichi di un certo peso nella Curia Romana, Bergoglio aveva secondo gli osservatori dalla sua parte lo schieramento compatto dei vescovi latinoamericani, e lo stesso Joseph Ratzinger, poi divenuto papa come Benedetto XVI sarebbe stato fra i cardinali che avrebbero appoggiato la sua elezione. Secondo alcuni, contrarietà sarebbe stata espressa dall'allora Segretario di Stato Angelo Sodano.
La ricostruzione più puntuale del conclave, raccolta dal vaticanista Lucio Brunelli, e che consiste nel diario di un cardinale elettore, indica in Bergoglio il cardinale più votato in conclave dopo Ratzinger[1].
Il 13 Marzo 2013 alle 20:13 (ora italiana) è stato eletto Papa.

martedì 12 marzo 2013

Guerra alla cellulite Inizia il tour de force per smaltire i cuscinetti e spianare la buccia d’arancia. La migliore strategia? Attaccare su quattro fronti...

di Paola Occhipinti 

È l’inestetismo più odiato dalle donne. Con l’arrivo della primavera per molte inizia una rigida tabella di marcia fatta di sessioni di ginnastica estenuanti, massaggi e applicazione di creme. Nonostante l’impegno, però, gli odiosi cuscinetti e la buccia d’arancia non se vanno del tutto. Com’è possibile? «La cellulite» spiega Mariuccia Bucci, dermatologa a Milano «è una vera e propria patologia causata da diversi fattori (ormonali, costituzionali, circolatori). Lo stile di vita incide molto, perciò è indispensabile fare attenzione a ciò che si mangia e al movimento fisico. Non esiste un’unica terapia vincente, ma occorre agire su più fronti». 

Creme. Servono a qualcosa? «Certamente, grazie a formule sempre più tecnologiche, veicolano nei tessuti cutanei tutte le sostanze necessarie a stimolare la microcircolazione e a drenare i liquidi di ristagno. Le più indicate per combattere la buccia d’arancia sono quelle a base di bromelina, rusco, ippocastano, ginkgo biloba e centella asiatica. E per l’accumulo di adipe? «In questo caso meglio sfruttare gli attivi con proprietà riducenti per ottenere un effetto lipolitico: la lipocaffeina (estratta dal caffè), la teofillina (tè verde), la carnitina, il fucus e l’alga bruna sono i più utilizzati. Fondamentale, però, che la crema venga applicata costantemente e con movimenti circolari dal basso verso l’alto». 

Fitness. Muoversi, ma senza strafare, prediligendo l’attività aerobica a basso impatto senza l’utilizzo di pesi. «Una corsa a ritmo lento, il nuoto a dorso o a stile libero, la bicicletta in scioltezza e l’acqua gym sono le attività da preferire» spiega Nicole Toscano, personal trainer e massoterapista. 

Massaggi. «Utili quelli che stimolano il microcircolo, come impastamenti e frizioni che partono dal piede e salgono lentamente fino al gluteo» continua l’esperta. 

Cibi-amici. «Attenzione a ciò che si mangia» avverte la professoressa Evelina Flachi, nutrizionista, specialista in Scienza dell’alimentazione. «Il sale è il nemico principale, perciò va ridotto al minimo così come tutti gli alimenti in scatola. Si può contare, invece, su cibi-amici per eliminare il gonfiore e depurare l’organismo. L’ananas, per esempio, contiene bromelina, un enzima dall’effetto drenante e defiltrante. Il kiwi, ricco di vitamina C, migliora la circolazione sanguigna. Il pompelmo contiene vitamina C e carotenoidi, oltre a minerali e flavonoidi utili a facilitare la diuresi e a contrastare la fragilità capillare. Anche il sedano è un cibo- amico: è un cocktail di minerali (calcio, ferro, fosforo, iodio, magnesio, manganese, potassio e sodio) e di oli essenziali (limonene e selinene) dall’efficace azione diuretica e disinfettante. Per trarne il massimo beneficio centrifugate le coste e bevete mezzo bicchiere del succo ottenuto prima dei due pasti principali».


ASTUZIE (COLLATERALI)
1) Riempite la vasca da bagno, aggiungete quattro manciate di sale marino grosso e state in ammollo per circa trenta minuti. Tutti i giorni. 
2) Eseguite un automassaggio ogni giorno, dal basso verso l’alto, con movimenti rotatori. 
3) Bevete due litri d’acqua al giorno con l’aggiunta di alcune gocce di estratti di piante drenanti come pilosella o centella asiatica (no al fai-da-te, per la dose fatevi consigliare dal farmacista). 
4) Svolgete attività fisica, almeno quattro volte la settimana, preferendo il nuoto, l’acqua gym e la bicicletta. 
5) Consumate tutti i giorni cibi ricchi di fibra, specialmente frutta e verdura.


SAREBBE MEGLIO EVITARE... 
1) Non restate troppo a lungo nella stessa posizione (in piedi, seduti, con le gambe accavallate), perché ostacola la circolazione sanguigna. 
2) Bandite il sale e tutti gli alimenti conservati, ma anche bevande alcoliche, gassate o zuccherate. 
3) Non indossate pantaloni troppo attillati all’altezza dell’inguine, tipo jeans o skinny pants. 
4) Limitate i carboidrati semplici e complessi come lo zucchero, la pasta, il riso. 
5) Non camminate con tacchi troppo alti (sopra i 5 cm) o, almeno, alternateli con scarpe comode.


http://www.iodonna.it/bellezza/make-up/2013/bellezza-corpo-cellulite-cuscinetti-401307661859.shtml

Guance sempre rosse come Heidi? E’ una malattia e il suo nome è couperose

 L’arrossamento intenso e cronico sulle guance è un inestetismo frequente nelle donne oltre i trent’anni e si sviluppa soprattutto in presenza di pelle secca, a grana fine, facilmente irritabile e con fragilitàdei vasi sanguigni. Il termine scientifico è couperose ed è l’evoluzione di uno stato ripetuto di infiammazione della pelle, in seguito ad uno stimolo esterno o interno, che, con il passare del tempo e la ripetizione del fenomeno, da stato transitorio si trasforma in cronico. I capillari presenti nel derma, a causa della persistente congestione della pelle e della progressiva perdita di elasticità dei tessuti, possono dilatarsi in modo permanente e diventare visibili e irregolari. Le variazioni di temperatura, i raggi UV, il vento, l'umidità, l’eccesso di alcol, cibi eccitanti e spezie possono favorirla. La couperose è un problema vascolare di conseguenza, un prodotto cosmetico non può risolverlo definitivamente, ma contribuisce alla riduzione e ne evita il peggioramento. A seconda della gravità della couperose, il medico può consigliare l'utilizzo di creme ad azione antinfiammatoria o un trattamento laser (a luce pulsata). Tra le sostanze più impiegate, oltre a estratti vegetali come la liquirizia, la camomilla e la calendula, anche alcune vitamine: la B3 che è in grado di ridurre i rossori contrastando la produzione dell'istamina (sostanza responsabile della reazione infiammatoria e della dilatazione dei vasi sanguigni), la CG (un precursore della vitamina C) che invece fortifica le pareti dei capillari attivando la sintesi del collagene e la vitamina E, forte antiossidante, che aiuta a proteggere la pelle dall'aggressione dei raggi UV.


http://www.ilmessaggero.it/benessere/bellezza/guance_sempre_rosse_come_heidi_ersquo_una_malattia_e_il_suo_nome_couperose/notizie/254982.shtml